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L’assicurazione nega il risarcimento, la Motorizzazione lascia il cittadino senza patente…

In genere pubblico sulla Pagina FB i video più significativi di Mi Manda Rai 3, ma in questo caso è necessario dare maggiore visibilità alle vicende della puntata del 23 maggio, perchè la malafede dell’assicurazione da una parte e l’inefficienza della motorizzazione dall’altra, sono chiari sintomi della totale mancanza di rispeto dei contratti e degli obblighi della Pubblica Amministrazione.

La puntata, di soli 35 minuti, la puoi vedere QUI, ma riassumo il tutto in poche parole:

Per quanto riguarda l’assicurazione in entrambi i casi il contenzioso è con Direct Line, ma le dinamiche sono diverse.

Nel secondo caso l’auto è stata pesantemente danneggiata nel 2013 da una grandinata eccezionale, tanto da richiedere lo stato di calamità, con danni per 5000 €, ma l’assicurazione ne offre solo 1200; il tutto è però complicato, secondo da quanto è emerso, dal fatto che l’automobilista non si è intesa con l’assicurazione, ma che in ogni caso quando è intervenuto il figlio per chiedere il rimborso totale del danno, si è scontrato con un muro di gomma, al solito.

Secondo me, da spettatore, in questo caso la cosa è stata gestita male da entrambe le parti.

E’ anche vero che così come il Direttore Sinistri conferma di ricordare benissimo la grandinata che ha portato a 1000 richieste di risarcimento, al consumatore la stessa Direct Line abbia chiesto l’invio di ritagli di giornale che confermassero l’evento. E questo dal mio punto di vista mostra la malafede ovvero l’ostacolare la gestione della pratica in tempi rapidi.

Più interessante il primo caso nel quale un automobilista lamenta il furto del navi/radio integrato nella plancia della Toyota Rav4, parcheggiata (chiusa) davanti a casa.

Direct Line nega il risarcimento perchè non c’è la prova dell’effrazione dimenticandosi però, ad esempio, che la stessa assicurazione ha pubblicato nel 2012 un rapporto nel quale evidenzia come i ladri si siano dotati di strumenti tecnologicamente avanzati che evitano l’effrazione meccanica, per così dire, per passare a quella elettronica.

Va da sè che se riescono ad aprire l’auto sfruttando l’elettronica, non vi sarà traccia di effrazione, ma intanto il furto c’è stato; in seconda battuta, come spiega il consulente di Konsumer Italia resta il fatto che c’è una denuncia ai Carabinieri che deve essere considerata valida a meno che Direct Line possa provare il contrario ed agire di conseguenza.

In seconda battuta degno di nota il fatto che sul contratto non vi è nessuna bnota circa il fatto che il risarcimento è subordinato alla prova dell’effrazione.

Abbandoniamo i risarcimenti difficoltosi, cosa nota, per affrontare il problema che mostra una volta di più come la Pubblica Amministrazione sia incapace di assolvere al proprio lavoro con efficienza, scaricando poi i problemi sull’incolpevole cittadino.

Tutto inizia nel 1996 quando l’automobilista si trasferisce in Scozia per lavoro e consegue la patente europea; nel 2001, rientrato in Italia, purtroppo perde la patente, va in un’agenzia di pratiche per fargli gestire la richiesta della sostituzione del dovumento ed ecco che il fascicolo gli viene restituito in quanto la Motorizzazione per procedere all’emissione della nuova patente richiede una misteriosa scheda tecnica dalla Scozia.

Scheda sconosciuta a quelli dell’agenzia, ma anche agli scozzesi; la Motorizzazione non rilascia il documento, il cittadino più volte viene fermato per strada e CC e Polizia capiscono il problema e lo lasciano circolare, ma lui è sempre angosciato dalla cosa, tanto più che la moglie è disabile e  non può guidare al suo posto.

La vicenda prosegue da aoltre 10 anni senza che si capisca come sbloccarla, dato che anche in questo caso il Muro di gomma e l’inefficienza la fanno da padrone.

Da notare che alla Motorizzazione hanno dato un modulo al cittadino dicendo di spedirlo in Scozia via fax, ma il numero era sbagliato, tanto è vero che alla fine  un cugino residente in Scozia da 30 anni è stato incaricato di seguuire la pratica in loco, cosa impossibile in quanto, come detto, gli uffici preposti scozzesi non capiscano di che scheda tecnica si parli, dato che la patente europea è stata rilasciata nel giro di alcuni giorni dopo i controlli di rito.

L’esperto di Konsumer ha fatto giustamente notare che è ingiustificabile che gli uffici pubblici deleghino al cittadino il compito di inviare fax e/o chiedere documentazioni dato che è un compito che deve essere assolto dagli uffici stessi.

 

 

 

 

 

 

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