Trevor, 13 anni, sbarca in prima superiore con il groviglio di emozioni che abbiamo conosciuto un po’ tutti: c’è la paura e la voglia di mettersi alle spalle l’infanzia; c’è un’icona della musica a fargli da faro nelle incertezze quotidiane; e c’è un sogno, quello di diventare attore, ad accendergli il futuro.
Proprio queste passioni iniziano però ad attirargli battutine e insulti, e presto Trevor si ritrova affibbiata l’etichetta di gay, che come una malattia contagiosa allontana da noi persino l’amico di sempre.
Incompreso da un mondo adulto troppo goffo per ascoltarlo, Trevor prende la decisione più difficile. Ma in fondo è ancora un bambino, e il suo tentativo si riduce a un’indigestione di aspirine.