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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Tango a Istanbul

di Esmahan Aykol

Sellerio – Pagg. 297 – € 14,00

Tango a Istanbul - € 6,00

Trama: Nella vivace Istanbul, la vita della libraia turco-tedesca Kati Hirschel scorre fin troppo tranquilla. Il nuovo appartamento che condivide con lo spagnolo Fofo è ormai sistemato, tutti i debiti sono stati pagati e la libreria di cui va tanto fiera – l’unica in tutta la città specializzata in libri gialli – è ben frequentata da locali e turisti.

Forse per noia, o per la mancanza di un fidanzato che la tenga occupata, Kati si lascia trascinare da una chiaroveggente che dovrebbe aiutare Fofo a risolvere i suoi problemi di cuore. Le cose prendono una piega inaspettata quando la lettrice di fondi di caffè «vede» la morte di una giovane donna.

Temendo che possa trattarsi della fidata collaboratrice Pelin, la libraia corre in ospedale e scopre che la vita in pericolo è un’altra: quella di Nil, ricoverata in terapia intensiva dopo un misterioso malore.

Com’è possibile che una donna di neanche trent’anni, in perfetta salute, sia improvvisamente colpita da un attacco cardiaco? E perché aveva la schiuma alla bocca?

Il caso è decisamente sospetto e risveglia subito la proverbiale curiosità di Kati, che insieme a Hakan, fratello della «vittima», comincia a scavare nella vita di Nil e a notare altre stranezze.

Ad esempio che la giovane, pur essendo disoccupata da sei mesi, poteva permettersi oggetti costosi e una lussuosa abitazione in uno dei quartieri più eleganti di Istanbul. Ce n’è abbastanza per ipotizzare un coinvolgimento in affari loschi. O la presenza di un ricco amante, magari sposato e interessato a sbarazzarsi di lei.

Ancora più singolare risulta però la passione di Nil per il tango, legata probabilmente alla decisione di scrivere un romanzo ambientato tra Turchia e Argentina, due paesi accomunati da anni di dittatura militare, da violenze e ingiustizie nei confronti di oppositori e minoranze.

E così, grazie al solito mix di intuito, faccia tosta e conoscenza della società turca, Kati porterà avanti anche quest’indagine a modo suo, tra chiacchiere e bicchieri di tè.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Kati è un personaggio che conosco bene, avendo letto tutti i precedenti libri di Aykol, ragion per cui come spesso capita ci si affeziona al personaggio a prescidendere.

In genere le indagini della libraia-investigatrice hanno basi di fondamento precise, ma in questo caso anche se in effetti il malore appare misterioso, Kati parte in quarta più per abitudine che in base a fatti concreti.

Non aggiungo nulla in merito alla storia di per sè, che in ogni caso resta gradevole anche se poco poliziesca, con Kati che si muove alla cieca, in una Istanbul sempre ben raccontata.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 novembre 2014 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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