Sei ragazzini giocano nella piazza di San Michele. Calciano la testa mozzata del rampollo della famiglia loro avversaria, trofeo di guerra conquistato a colpi di mitra durante l’ultimo atto della faida tra i due clan del piccolo borgo.
Quei “bravi ragazzi” sono la nuova generazione di ‘ndranghetisti destinata a conquistare presto il mondo a suon di coca e denaro sporco. Dieci anni dopo la macabra partita, ognuno di loro ha preso strade diverse.
Chi è stato inviato a Dubai. Chi a Bogotà. Chi vive a New York. Chi si è trasferito a Milano, chi a Marsiglia e chi invece è rimasto nel cuore del feudo governato da oltre un secolo dai loro padri e prima ancora dai loro nonni, padrini vecchio stampo, violenti e assetati di soldi.
All’apparenza lontani da loro, di fatto vicinissimi. Perché da sempre è da quei luoghi che partono ordini, direttive; lì vengono intavolate trattative e decisi nuovi business. Sulle loro tracce ci sono due giornalisti. Seguono da tempo una pista investigativa molto rischiosa.
Hanno individuato i loro referenti nella politica, nei servizi segreti e nella massoneria. Personaggi insospettabili che garantiscono l’impunità ai “bravi ragazzi” di San Michele. E hanno trovato anche i collegamenti con i “manager” delle altre mafie.
I due cronisti capiscono fin da subito di avere a che fare con qualcosa di molto diverso dalla solita organizzazione mafiosa, qualcosa che assomiglia piuttosto a una holding economica e finanziaria.
L’autore: guarda l’Intervista a Giovanni Tizian, giornalista sotto scorta
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Un libro: La quinta mafia
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