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Il deposito di scorie nucleari di Statte: siamo alle solite…

Giorni fa a Rai Ambiente si è parlato del deposito di scorie radioattive di Statte (TA) al momento sotto sequestro (dal 2000!) ed affidato in custodia al Comune.

Il problema è dello Stato, ma la responsabilità è stata scaricata su un piccolo comune, senza fondi e competenze specifiche.

Comodo…

Nel corso del servizio si vede lo stato di abbandono del capannone che al momento custodisce (si fa per dire) 13.000 fusti di rifiuti speciali ed altri 3.000 di rifiuti radioattivi.

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Senti poi che l’Ispra ha più volte ispezionato la struttura e più volte ha suggerito che tutti i bidoni siano spostati ovvero inviati a strutture autorizzate che li possano smaltire, (all’estero, ovviamente), ma i rifiuti sono sempre lì.

Va da sè che cerchi qualche informazione a supporto per scoprire che, così come già raccontato nel post sulla contaminazione a Tezze sul Brenta, anche la Cemerad è fallita, per cui a pagare la bonifica dovrà essere anche in questo caso la collettività.

Proseguo nella lettura e, una volta di più, ecco la conferma che in questo paese tutto è corrotto e contaminato dalle mafie…:

Il proprietario della Cemerad, Giovanni Pluchino, era un personaggio chiave. Presidente dell’ordine dei chimici di Taranto, massone appartenente alla loggia Pitagora, aveva stabilito stretti rapporti societari con Enea e Nucleco, le società a capitale pubblico che si occupano della gestione del nucleare italiano.

Nell’informativa preparata alla fine degli anni ‘90 dal Corpo forestale dello Stato erano indicati i rapporti commerciali della Cemerad: tra le tante società c’era la Setri di Cipriano Chianese, la mente dei traffici di rifiuti dei casalesi, legato – raccontano le indagini della Dda di Napoli – all’ambiente di Licio Gelli.

 

 

 

Un commento su “Il deposito di scorie nucleari di Statte: siamo alle solite…

  1. Poppea
    30 gennaio 2015
    Avatar di Poppea

    W l’italia

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