Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Una luce quando è ancora notte

Screenshot 2015-02-06 14.44.29

Mila, giovanissima militante nella Resistenza francese, viene deportata a Ravensbrück nell’aprile del 1944 insieme ad altre quattrocento donne.

Non ha mai avuto alcuna aspirazione all’eroismo: se ha deciso di aiutare suo fratello e gli altri militanti parigini l’ha fatto per senso del dovere, con la semplicità dei suoi vent’anni.

Come le altre prigioniere politiche, prova sollievo nell’apprendere che non sarà fucilata. Non sa nulla del viaggio che l’aspetta, non ha mai sentito nominare Ravensbrück.

Del campo di concentramento ignora tutto, anche le parole per nominare le cose, le azioni, le regole che bisogna imparare per sopravvivere. E per raccontare alle altre donne il segreto che avrà un ruolo decisivo nel suo destino.

Grazie alla solidarietà delle compagne e a una tenacia incrollabile, Mila riuscirà a scorgere un barlume di luce rappresentato dalla presenza, nel campo, di una Kinderzimmer, una camera per i neonati: un luogo paradossale di vita in un paesaggio di disperazione.

Giorno dopo giorno, nella durezza di un autunno e di un inverno infiniti, Mila si aggrappa con tutte le forze a quella luce, per se stessa e per il bambino che porta in grembo.

In un romanzo intenso e originalissimo, Valentine Goby riesce a dire l’indicibile, a farci sentire sulla pelle la forza di quelle donne, la loro dolcezza, il loro coraggio. E la speranza di uscire dal lager, incisa nel corpo e nell’anima.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 20 febbraio 2015 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: