Ho pubblicato diversi articoli sul Glifosato, un pesticida molto utilizzato in Italia e prodotto dalla Monsanto.
Ieri ho letto su Il Fatto Alimentare che:
L’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC), il braccio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa dell’ambito oncologico, ha emesso un verdetto pesante su cinque pesticidi molto usati in agricoltura.
Si tratta di un erbicida (glifosato) e due insetticidi (malathion e diazinon), dichiarati probabili cancerogeni per l’uomo e come tali inseriti nel gruppo 2A.
Altri due insetticidi, parathion e tetrachlorvinphos, sono stati riconosciuti come possibili cancerogeni umani (2B).
Leggo poi che la Monsanto, produttrice del glifosato ha espresso la propria contrarietà a quanto messo nero su bianco dallo Iarc «in assenza di nuove evidenze scientifiche e di una classificazione che stabilisca il legame diretto tra il consumo di glifosato e l’aumento dei casi di cancro».
La Monsanto è contrariata? Chi l’avrebbe detto…
Ma che arrivasse al punto di chiedere alla IARC, agenzia dell’OMS, il ritiro dello studio che lega il glifosato allo sviluppo di tumori … bè mi sembra che stiano veramente abusando della loro abituale arroganza e prepotenza.
Articoli correlati:
Ispra: nelle acque italiane un cocktail chimico di pesticidi
L’erbicida che finisce anche nel latte materno
Emergenza terre rosse: esistono alternative ai diserbanti?
OGM: la farfalla monarca è sull’orlo dell’estinzione
Glifosato: il diserbante più venduto al mondo provoca malformazioni. Ma l’Europa non si preoccupa