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Ispra: nelle acque italiane un cocktail chimico di pesticidi

in sintesi un articolo che leggo su Rinnovabili.it e nel quale c’è questa foto che dovrebbe essere fonte d’ispirazione per il consumatore, spingendolo ad evitare, quando possibile, l’acquisto di prodotti dell’agricoltura di massa che sfrutta la chimica per massimizzare la resa, a totale discapito della qualità e della salute dei consumatori.

Pericolo_pesticidi

Nelle acque italiane scorre un vero e proprio cocktail chimico. A rivelarlo è l’Ispra nella nuova edizione del Rapporto nazionale Pesticidi, il documento che  raccoglie e rielabora tutti i dati provenienti da Regioni e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, in merito alla contaminazione di queste sostanze.

La relazione, che nello specifico si riferisce alle indagini svolte nel periodo 2011-2012, rivela che nei corpi idrici de Belpaese, sia quelli superficiali che quelli sotterranei, sono dispersi un gran numero di prodotti fitosanitari dagli effetti su salute e ambiente ancora poco conosciuti.

Nel mix di sostanze chimiche appaiono 175 nomi diversi di molecole dalla non sempre spedita pronuncia. Si tratta spiega l’Ispra per lo più di erbicidi il cui utilizzo diretto sul suolo ne facilita la migrazione nelle acque soprattutto se impiegati in maniera concomitante a intense precipitazioni.

Visto che si parla di pesticidi, è interessante anche l’articolo de Il Fatto Alimentare dove si spiega come negli USA il rapporto annuale del Dipartimento dell’Agricoltura affermi che più del 99% degli alimenti testati negli Stati Uniti contenga residui di pesticidi in quantità inferiore ai limiti di tolleranza o non ne ha alcuna traccia.

Se non fosse però che il GAO (braccio investigativo del Congresso statunitense) abbia fatto notare che non venga testata la presenza di tutti i pesticidi per i quali l’EPA ha stabilito dei limiti massimi di tolleranza. Tra i pesticidi non valutati c’è il glifosato, l’erbicida più usato negli Stati Uniti, ingrediente attivo del Roundup Monsanto.

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Scrivono su Rinnovabili:

Nelle acque italiane scorre un vero e proprio cocktail chimico. A rivelarlo è l’Ispra nella nuova edizione del Rapporto nazionale Pesticidi.

La relazione, che nello specifico si riferisce alle indagini svolte nel periodo 2011-2012, rivela che nei corpi idrici de Belpaese, sia quelli superficiali che quelli sotterranei, sono dispersi un gran numero di prodotti fitosanitari dagli effetti su salute e ambiente ancora poco conosciuti.

Nel mix di sostanze chimiche appaiono 175 nomi diversi di molecole dalla non sempre spedita pronuncia. Si tratta spiega l’Ispra per lo più di erbicidi il cui utilizzo diretto sul suolo ne facilita la migrazione nelle acque soprattutto se impiegati in maniera concomitante a intense precipitazioni.

Questa classe di sostanze è anche tra quelle che hanno determinato più di frequente il superamento degli standard di qualità ambientale.

Un ruolo particolare, rivela il rapporto, lo riveste l’atrazina, molecola a elevata persistenza ambientale: nonostante non sia più utilizzata dagli anni ’80, presenta ancora una contaminazione importante, soprattutto nelle acque sotterranee, dove a livello nazionale è presente in 134 punti con valori sopra al limite di 0,1µg/l.

 

 

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