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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Una casa di acqua e cenere

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Questo romanzo inizia con un delitto compiuto oggi, negli Stati Uniti. Crudele e misterioso come tutti i delitti.

Anzi forse ancora di più. Chi poteva desiderare la morte dei Mitra, anziani e pacifici coniugi di origine indiana? E come mai l’assassino ha deciso di pugnalarli nel sonno, mentre dormivano abbracciati?

A questo punto, ci aspetteremmo di leggere d’indagini, di prove, d’indiziati. Invece no. Voltando pagina, ci ritroviamo catapultati indietro nel tempo, nel 1848, e lontano, in Irlanda.

Perché la morte dei coniugi Mitra ha le sue origini lì, in quel Paese devastato dalla carestia, da cui fuggono due amici: il primo, Pàdraig, per uno scherzo del destino si ritrova su una nave diretta in India. L’altro, Brendan, s’imbarca verso l’America, convinto che il sogno di una vita migliore possa diventare realtà.

La storia di entrambi – e quella dei loro figli, e poi dei loro nipoti… – sarà ricca di tutte le sfumature dell’avventura umana: incontri, passioni, tragedie, avventure, amori e tradimenti tracceranno un arabesco colorato e imprevedibile, che si dipanerà lungo il filo della Storia e del mondo intero.

Ma sarà soltanto ai nostri giorni che i due fili si salderanno in un nodo di sangue…

Perché noi tutti siamo come case, piene di ricordi e di emozioni.

Perché noi tutti siamo come case d’acqua, in perenne movimento, talvolta limpide, talvolta oscure.

Perché noi tutti siamo come case d’acqua e cenere: la cenere del passato, di chi ci ha preceduto, di chi ha amato e odiato prima di noi. Lasciandoci in eredità futuro.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 aprile 2015 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , .
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