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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La cuoca di D’Annunzio. I biglietti del Vate a «Suor Intingola».

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Per quasi vent’anni Gabriele d’Annunzio comunicò con la sua cuoca per mezzo di una miriade di piccoli biglietti, inviati a ogni ora del giorno e della notte.

Messaggi maliziosi, coloriti e affettuosi, indirizzati da d’Annunzio (o meglio dal “Padre Priore”, come spesso il poeta, nell’insolita corrispondenza, amava firmarsi) alla fedelissima Albina Lucarelli Becevello, soprannominata in molti modi, tra cui “Suor Intingola” e “Suor Ghiottizia”, la “Cuoca Pingue” per oltre vent’anni è stata destinataria della riconoscenza e dell’affetto di d’Annunzio: l’unica donna con cui d’Annunzio visse in assoluta sintonia – e castità dagli anni veneziani al buen retiro finale nello splendido Vittoriale di Gardone Riviera.

Sono decine e decine i biglietti per Albina a cui il Vate ha affidato, in ogni momento della giornata, le sue imprevedibili richieste culinarie: costolette di vitello e frittata, cannelloni e patatine fritte, pernice fredda, biscotti e cioccolata, ma soprattutto uova sode, sicuramente l’alimento preferito da d’Annunzio, che ne andava così ghiotto da paragonarne gli effetti a quelli di una “estasi divina”.

Salutista attentissimo alla forma fisica, oltre che raffinato gourmet, d’Annunzio alternava infatti giorni di digiuno quasi completo a scorpacciate disordinate e compulsive, spesso provocate dall’arrivo di qualche amante.

Erano quelli i momenti in cui il poeta si sbizzarriva maggiormente in dettagliate disposizioni culinarie, con modi ora scherzosi e poetici ora più perentori, indirizzate alla fidata “Suor Intingola”, sempre pronta a preparare sul momento elaborati menù in cui eros e cibo si combinavano in un sodalizio perfetto.

Le missive sono quasi quotidiane e mettono in luce un rapporto d’intensa complicità, oltre a svelarci i gusti e le abitudini gastronomiche del poeta. D’Annunzio era solito mangiare abbondantemente e avidamente. Pretendeva l’assoluta qualità delle materie prime.

Era capace di svegliare la sua cuoca anche nel bel mezzo della notte, ma era anche in grado di manifestare la sua gratitudine con laute ricompense.

 

 

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