“Fai della gentilezza un’abitudine e cambierai il mondo” (Annie Lennox)
Questo libro è l’elogio di un valore sommesso e discreto, declinabile in varie maniere: la gentilezza, quella capacità di ascoltare e accogliere le fragilità altrui, che è anche generosità, altruismo, solidarietà, amorevolezza.
L’intento non è né moralistico né edificante: la gentilezza è semplicemente uno dei modi migliori per essere felici, è un piacere fondamentale per il nostro benessere.
La domanda che muove l’indagine è la seguente: perché la gentilezza è diventata per la nostra epoca un tabù? Oggi molte persone trovano questo piacere incredibile o quantomeno sospetto, la maggior parte di noi pensa che in fondo siamo tutti pazzi, cattivi e pericolosi, competitivi e autoreferenziali.
Scritto da una storica e da uno psicanalista, questo libro cerca di rispondere alla domanda e affianca al confronto con la psicanalisi una dettagliata ricostruzione storica, che va dalla grecità ai nostri giorni, del tema della gentilezza, come valore irrinunciabile della vita buona.
Mostra quando e perché tale fiducia si è dissolta, e spiega le conseguenze di una simile trasformazione.
E la gentilezza che rende la vita degna di essere vissuta e ogni attacco rivolto contro di lei è un attacco contro le nostre speranze.
tratto dal post: Profumi, sapori, gentilezza….
Chi conosce la Signora K sa bene che è riservata (e timida), per cui di poche parole e contestualmente non è una persona fisica nei rapporti con gli altri.
Capirete perciò la mia sorpresa quando durante il pranzo ha esclamato: “quando incontro persone così gentili (in questo caso si parla della ragazza che serviva ai tavoli) mi viene voglia di abbracciarle…così come quando incontri certi maleducati vien voglia di prenderli a calci nel…”
Nessun dubbio sulla cortesia delle persone del Rifugio Muzio, beninteso, ma questo suo sentire è purtroppo figlio dei tempi in cui viviamo, spesso dominati da maleducazione, inciviltà, aggressività e prevaricazione.
E quando incontriamo persone educate e civili, (come dovremmo essere sempre) quasi ce ne stupiamo, e ci sentiamo mossi da una benevolenza particolare nei loro confronti.
Leggi anche: Una lezione di gentilezza da due turisti…
Oltre alla gentilezza, secondo me serve anche l’educazione, per cui: Smettiamola di darci del tu, grazie