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Con Windows 10, la riservatezza è un optional (come sempre…)

in sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo che conferma la tendenza di succhiarci il maggior numero di dati ed informazioni, come ad esempio vuol fare Spotify, a quanto leggo in questo articolo su Lettera43

Va da sè che talvolta è possibile aderire ad un invito di questo tipo: “Se non sei d’accordo, non usare il servizio”, spiega la società. E infatti molti utenti in polemica lo stanno abbandonando.

Per quanto riguarda Windows 10 è ironico leggere che: Windows 10 è abbastanza trasparente su quello che fa alle spalle dell’utente…

D’altro canto a me girano sistematicamente le scatole quando, dopo certi aggiornamenti mi ritrovo con le MIE impostazioni d’utilizzo variate d’ufficio a favore di prodotti Microsoft…

Mi sta bene che si debbano fare per mantenere alto il livello di sicurezza, soprattutto considerando l’altrettanto alto tasso di vulnerabilità di Zio Bill (Gates), tuttavia trovo assolutamente invasivo e scorretto il fatto che ogni volta si modifichino le mie impostazioni.

Chi ti autorizza ad impostare Outlook come programma di posta predefinito, quando io a suo tempo ho impostato Thunderbird? 😦

E così dopo alcuni aggiornamenti (non tutti) ecco che devo andare nel Pannello impostazioni e reimpostare le cose. E’ scorretto, altamente scorretto.

Leggi anche: Passare a Windows 10? Anche no (per ora)…

lente

Questa la sintesi dell’articolo di Altroconsumo

Il 29 luglio è arrivato Windows 10. Le prime impressioni sembrano positive, però il modo in cui è affrontato il tema della sicurezza e della riservatezza lascia qualche perplessità.

Già durante l’installazione le varie opzioni presenti controllano il comportamento di Windows 10 e cosa accade dietro le quinte, alle spalle dell’utente.

È possibile tuttavia intervenire personalizzando le impostazioni, in modo da migliorare alcuni aspetti relativi alla privacy.

Due esempi in particolare: Windows 10 fa in modo che i contatti di una persona (cioè quelle che figurano sulla propria agenda) possano collegarsi automaticamente alla sua rete WiFi nel caso dovessero capitare nel suo raggio di azione.

Questo significa che le password delle reti locali WiFi sono raccolte e redistribuite da Microsoft, con ovvie implicazioni sulla sicurezza e riservatezza di tutte le persone interessate; inoltre Windows 10 al fine di migliorare l’esperienza di esplorazione, rileva i dati relativi alla navigazione internet.

È meglio accedere al menu di personalizzazione delle impostazioni e disabilitare tali permessi, che di default risultano invece abilitati.

Dal pannello di controllo di Windows, alla sezione Privacy, è possibile accedere a tutte le opzioni riguardanti la privacy e la riservatezza mostrate nella fase di configurazione.

Ve ne sono, però, anche delle altre: almeno una di queste non può mai essere disattivata in Windows 10 se non nelle versione destinata alle aziende.

La voce Diagnostica e dati di utilizzo consente tre scelte che regolano la quantità di dati inviati a Microsoft; nelle versioni Windows 10 Home e Pro non è possibile disattivare completamente questa funzionalità se non andando a modificare il registro di sistema, un’operazione non alla portata di tutti.

Windows 10 è abbastanza trasparente su quello che fa alle spalle dell’utente ma la sensazione è comunque che Microsoft stia spingendo le persone nel voler accettare la sua politica come stato di fatto. 

Per quanto riguarda tutte le voci riguardanti la riservatezza, il consiglio è per ora di disattivarle abilitando di volta in volta quelle che possono servire e tenendo presente però che certi dati dell’utente potrebbero essere condivisi con Microsoft ed eventualmente terze parti.

Un commento su “Con Windows 10, la riservatezza è un optional (come sempre…)

  1. IlPrincipeBrutto
    26 agosto 2015

    Non me ne frega nulla di Windows 10, Windows 7 funziona benissimo e non ho bisogno di trasformare il mio desktop in uno smartphone.
    .
    sicuri si diventa, ride safe.

I commenti sono chiusi.

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