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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: L’arte di coltivare l’orto e se stessi

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L’orto sembra essere un luogo in cui lavorare per produrre ortaggi, niente di più. Eppure non pochi artisti, ricercatori, mistici hanno cercato il modo di coltivarne uno, a imitazione forse del Creatore, che è per Dante “l’ortolano eterno” che si prende cura di noi, sue fronde.

Che cosa c’è in questo microcosmo, l’orto, il cui linguaggio da sempre parla all’uomo? Che cosa può scoprirvi l’uomo moderno, che sembra aver perduto la capacità di comprenderlo?

In questo libro l’autrice ricostruisce le sue esperienze di orticoltore inesperto e rende conto delle aperture che il rapporto diretto con la terra produce in chi la lavora con animo contemplativo e meditativo.

La scoperta è che considerando l’orto come una terra di significati e non come una terra di fatti, se ne può rinvenire il senso spirituale, riconoscerne i messaggi, riconoscersi nell’unione umana, divina, cosmica.

Letto da: Poppea

Opinione personale: Non lo consiglio, una boiata tremenda, molte citazioni  di filosofi, fisici,ecc., ma di suo veramente poco; non è né un libro per coltivare né un libro spirituale, molto meglio “Invecchiare in giardino” quello per me aveva un senso.

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