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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Artico: il metano è emesso anche nella stagione fredda

Quanto leggo in questo artticolo di Rinnovabili.it (qui in sintesi) non mi stupisce affatto; il primo post dedicato allo scioglimento del permafrost risale al 2010 e dopo anni siamo ancora qui, alle prese con allarmi sottovalutati.

D’altro canto, a parte politici incapaci e/o “interessati” (vedi alla voce “Conflitto di interessi”) ed ai grandi gruppi industriali, c’è una bella fetta di persone comuni che nega il riscaldamento globale, ed infatti i ghiacci si sciolgono al Polo Nord per una pura casualità.

Giusto ieri leggevo su Il Giornale un lettore che si lamentava del fatto che la gente abbia da dire sulle temperature miti invernali ed il giornalista Granzotto gli risponde* rincarando la dose ovvero prendendosela con gli pseudo ambientalisti che fanno terrorismo psicologico, aggiungendo parole sicuramente polemiche, ma inesatte, con un Viva il solleone finale.

(*cito a memoria ma oggi recupero il quotidiano e poi scrivo le testuali parole)

Si, viva il solleone, ma in agosto però, non in dicembre! Dopo di che, se ti sembrano normali temperature miti,  niente pioggia da due mesi ed assenza di neve in montagna  con i ghiacciai che si ritirano sempre più. Mah…

Calzano a pennello le parole di Robert Swan…

Riflessione (7)

Era soltanto giugno (2015) quando un team di scienziati lanciò un urgente appello all’indirizzo della COP21: nel permafost sono intrappolati circa 1.500 miliardi di tonnellate di carbonio che, a causa del progressivo aumento delle temperature e del conseguente scioglimento dei ghiacci, potrebbero essere rilasciate nell’atmosfera.

Il metano andrebbe così ad amplificare l’effetto serra e il processo di global warming.(#dilloinitaliano: riscaldamento globale)

Gli scienziati hanno istallato cinque torri EC e utilizzato le piattaforme aeree della Nasa che hanno sorvolato le aree studiate in diversi momenti dell’anno.

Cosa hanno scoperto?

“Contrariamente a quanto si era ipotizzato finora, le emissioni nella stagione fredda dominano il budget annuale di CH4 nei siti”, precisa il ricercatore dell’Ibimet-Cnr.

La scoperta influenzerà necessariamente gli attuali modelli di previsione climatica e i dati raccolti, che saranno assimilati in nuove parametrizzazioni delle emissioni di metano, contribuiranno al miglioramento delle strumentazioni e dei metodi atti a prevedere il ruolo degli ecosistemi nei processi climatici.

lettura integrale dell’articolo qui: Artico: metano emesso anche nella stagione fredda

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