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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Sono stanco #Renzi, dannatamente stanco….

pensieri paroleNon scrivo nulla di nuovo, ma d’altro canto sono in ebollizione come una pentola a pressione con la valvola otturata e se non mi sfogo…

Riuscire a prendere ordini è una battaglia persa in partenza in quanto non arrivano le richieste visto che è tutto completamente fermo…

Sperare che lo Stato non ti molli sul groppone un obbligo oneroso, un F24 vagante e quant’altro che ti prosciughi un c/c sottozero è speranza vana…

Riuscire a recuperare per vie legali quello che ti spetta (ne parleremo ancora) è più difficile che beccare un Gratta e Vinci milionario…

Poi arrivi al punto di acquisire un ordine dalla Francia con un pagamento che prevede il 50% all’ordine e saldo al ritiro.

Ti chiedono la fattura proforma, gliela mandi subito con le coordinate bancarie e per oltre 10 giorni non arrivano i soldi

Mandi un paio di mail di sollecito che restano senza esito ed alla fine ti stufi e sei perentorio: se non arriva l’acconto blocco la produzione e dopo 3 minuti arriva una mail con la quale si scusano (si come no), e ti dicono che lunedì sentiranno in contabilità…

In sintesi, qualsiasi cosa tu faccia, è una lotta infinita contro lo Stato, il sistema che non va, contro clienti che non pagano o fornitori che non rispettano le consegna…

Tornano d’attualità parole già dette dal Presidente Luigi Einaudi (1874- 1961) e vi faccio notare che è morto nel 1961; sono trascorsi più di 50 anni ed il suo pensiero è drammaticamente valido ancor oggi:

“…migliaia, milioni di individui lavorano, producono, e risparmiamo nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.

E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.

Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono i capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti che quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”

La spinta l’ho persa da un pezzo, ma negli ultimi anni sono anche stanco, molto stanco e non dipende dalle notti insonni che in ogni caso mi toccano.

#renzi palloso

leggo in un articolo di Lettera43:

Provate a immaginare un paziente che sta a pezzi e si sente a pezzi a cui un giovane medico dica ogni giorno che sta migliorando mentre non è questa la sua percezione del proprio stato di salute.

L’Italia di Renzi sta così. Il Paese non c’è la fa ad alzarsi e non corre, anzi di fronte a una rampa di scale sente salire l’affanno.

A questo paziente-Italia il medico Renzi urla «alzati e cammina», ma quel paziente-Italia che, prima lo guardava con speranza, un po si incazza, un po’ pensa che il giovane medico stia coglionandolo.

Si capisce bene allora perché questo spettacolo al capezzale dell’Italia terminale faccia arrabbiare tante persone, spinga molti a farsi da parte, altri a cercare scorciatoie impossibili.

In tanti, simpatizzanti o antipatizzanti, abbiamo sperato che la rivoluzione renziana portasse al potere centinaia di facce nuove, giovani e no, disinteressati e competenti. Lui ci vuole regalare solo Carrai per spiare i nostri pensieri o la Boschi per ingentilirli.

E non ci scappa più neppure da ridere.

 

Un commento su “Sono stanco #Renzi, dannatamente stanco….

  1. Poppea
    29 febbraio 2016

    Ha detto che siamo più ricchi perché per la paura spendiamo poco, questo sì è fumato quella nuova droga che gira, se non si sbrigano a levarcelo dai coglioni siamo nella merda.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 26 febbraio 2016 da in Il mondo del lavoro, Pensieri, parole, idee ed opinioni con tag , , , , , , , , .
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