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7 maggio: manifestazione a Civitavecchia contro l’inceneritore per armi chimiche

La popolazione che vive nell’area di Civitavecchia, tra le più inquinate d’Italia, rischia di dover presto fare i conti con un nuovo inceneritore.

Non uno qualsiasi, ma un ossidatore termico dove verranno bruciate nientemeno che le armi chimiche residuate della Seconda guerra mondiale contenenti iprite, fosgene, arsenico e adamsite.

Ci manca solo il gas nervino degli arsenali siriani, e non è escluso che arrivi pure quello, visto che il Cetli Nbc (Centro tecnico logistico interforze, nucleare, batteriologico e chimico) del comprensorio militare di Santa Lucia, alle porte di Civitavecchia, è internazionalmente considerato un’eccellenza nel campo del disarmo chimico. (Fonte)

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Civitavecchia non può accettare di dover convivere anche con un inceneritore di armi chimiche, dopo aver dovuto subire la realizzazione della più grande centrale a carbone d’Italia, accanto ad un porto di primaria importanza e ad una centrale a turbogas.

Chiedo quindi a tutte le forze politiche cittadine di fare fronte comune: Civitavecchia non può dividersi anche su questi temi.

Per una volta dobbiamo fare squadra e remare tutti nella stessa direzione, quella della tutela dell’ambiente, per la salute nostra, dei nostri cari e soprattutto dei nostri figli.

Antonio Cozzolino – Sindaco di Civitavecchia (Fonte)

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