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Il libro di Martina: Spada di vetro

a cura di Martina Villa, curatrice della Pagina FB Quando nevica scarlatto

spada di vetro

 

Ecco, questo era l’ultimo “parere libroso” prima della pausa estiva. La pagina FB rimarrà comunque attiva e continuerò a pubblicare, saranno solo le recensioni a prendersi una pausa fino a settembre,

Detto questo, buona estate a tutti, vi auguro un agosto pieno di letture avvincenti e mozzafiato!

Ho capito una cosa su Victoria Aveyard dopo aver letto “spada di vetro”: gli inizi di un libro non sono il suo forte, ma sa far esplodere tutto il suo potenziale nell’ ultimo centinaio di pagine o poco più.

Infatti all’inizio di questo secondo capitolo della saga “red queen” ero tipo: “Cosa diavolo sto leggendo? Quand’è che la storia inizia ad ingranare?”

Verso la fine, invece, mi sono ritrovata nello sclero più totale. “Victoriaaa non puoi farmi questo!

Esci il prossimo libro! Esciloooo non posso aspettare un altro anno di agonia!” si poteva sentire urlare poco distante da casa mia.

Eh si, la Aveyard ci ha piazzato il cliffhager anche in questo libro. Infatti il finale è… tra lo wow ed il WTF (di quelli belli potenti eh) e tutti gli elementi apparentemente casuali all’interno del libro trovano alla fine un senso.

(Jon! Lo sapevo! Lo sapevo che non eri il solito deus ex machina del piffero!!!)

Ok ora mi calmo. Veniamo alle cose che mi sono piaciute: -Number one: l’azione, veramente veramente tanta rispetto al libro precedente. Forse le eccessive descrizioni appesantiscono un po la narrazione, ma tutto sommato meglio così.

-Dos: Farley e Shade. Cosa non sono quei due? Cosa non si sono dati da fare quei due? “La risposta alla sua domanda è sì”? Eh? In quel momento stavo sclerando. Quando ho capito la risposta alla domanda ho lanciato un urlo. Giuro.

-Très: Bello il tour per Norda anche se avrei allegato sul retro della copertina una mappa tanto per riuscire meglio a capire la geografia della nazione (se cercate su internet, la suddetta mappa c’è, se non la trovate chiedete e la allegherò prossimamente).

-Mare. Nonostante tutti la trovino odiosa, a me come protagonista piace. Le sue reazioni in apparenza egoistiche e sprezzanti in realtà hanno un senso.

Lei ha un obiettivo e, benché debba optare per delle scelte scomode, sa che esse sono le uniche che le permetteranno di conseguire la sua missione.

È consapevole di se e del suo potere, ma anche lei ha dei dubbi, crolla ed ha dei sensi di colpa che la rendono molto umana e non semplicemente la “supereroina sparafulmini”.

È confusa, è cambiata, non è più la Mare di Palafitte nè Mareena, la sovrana, si sente sempre in bilico tra il rosso e l’argento, sa di essere forte e speciale, è stata tradita, maltrattata, esclusa, ha visto le peggio cose, è una vittima di un destino che non si è scelta; per questo giustifico i suoi sbalzi d’umore, il suo essere a volte incoerente, il suo egoismo e la sua autommiserazione: è una persona distrutta, ma che allo stesso tempo deve stringere i denti ed andare avanti finché il regno di Maven non sarà crollato.

E ho adorato anche il battibecco tra lei e Cameron dove quest’ultima, in sostanza, le da dell’egoista che fonderà un nuovo regno sul cui trono siederà un novosangue e sarà di nuovo tutto punto e a capo. Offre un altro bellissimo punto di vista della battaglia tra rossi ed argentei.

-La battaglia nelle prigioni vicino ad Acquitrino. Non riuscivo a scollare gli occhi dalle pagine, davvero adrenalina pura.

-La copertina. Mi piace da impazzire, passerei le ore a fissarla ed ammirarla.

-Il finale. Oh, be’… io voglio il seguito. ORA. Altro che triangolo, credo che Mavey ami di gran lunga più sua madre che Mare… ma staremo a vedere!

Le cose che mi sono piaciue meno:

-Poco spazio dedicato a Cal. Vorrei che questo personaggio venga approfondito di più, vorrei che i suoi sentimenti contrastanti per Mare e Maven, il suo senso di colpa per la morte del padre e la sua solitudine, vengano marcati di più. Ancora non lo riesco ad apprezzare appieno, continuando a preferire il fratello a lui.

-La scena scopiazzata palesemente da Hunger Games nella quale Mare ha gli incubi e va a dormire nella stanza di Cal dove, guardacaso, scopre che gli incubi li ha pure lui. Idem con patate per quella della registrazione del messaggio per la nazione da parte dei ribelli per incitare tutti alla rivolta, alla fine del libro.

-I deus ex machina quasi scampati e mezzi giustificati solo perché “ehh ma i novisangue hanno poteri diversi dagli argentei e noi ne abbiamo raccattati un po’ qua e un po’ là” infatti abbiamo gente che si teletrasporta (e ogni volta salva il culo a tutti), gente che può assumere le sembianze di qualcun altro (il trucchetto “mi trasformo in Maven” era abbastanza scontato), gente che fa esplodere cose, gente che manipola la gravità (Numero Nove sei tu?), etc …

*sospiro*

-Le lacune narrative qua e là, prima tra tutte quella che prevede i vari reclutamenti degli altri novisangue dopo Nix. Ok, sarebbe stato davvero lungo raccontarli tutti, ma, come si dice, o tutti o nessuno. Altra lacuna, a mio parere più grave, sono i buchi narrativi lasciati che ci hanno un po’ nascosto l’evolversi del rapporto tra Mare e Cal; mai una volta che sia stata narrata come si deve una loro nottata tra incubi, preoccupazioni e sensi di colpa, il tutto è stato abbozzato a mio parere in modo troppo superficiale.

-La struttura della prima parte del romanzo.  Ecco, non è semplice da spiegare, ma inizialmente il ritmo di narrazione è davvero, davvero lento e non si capisce dove l’autrice voglia arrivare a parare.

Tutto è narrato in modo preciso, maniacale, flemmatico, pesante e questo ritmo si protrae fino all’arrivo dei protagonisti alla Baia ed, improvvisamente, ne sussegue una specie di salto temporale inaspettato che lascia un po’ frastornati.

Cerco di farmi capire meglio: fino all’imboscata degli argentei nel porto, tesa a danno di Mare, Cal, Farley e Shade, il lettore segue pari passo ogni singola scena vissuta dai personaggi.

Tutto viene MOSTRATO alla perfezione, ogni-singolo-respiro-di-ogni-singolo-personaggio.

Poi improvvisamente dal MOSTRARE si passa al RACCONTARE (“abbiamo poi trovato tizio e caio che sono novisangue, abbiamo costruito un rifugio, ora siamo tutti accampati lì, sottoterra, e Cal insegna ai bimbi a gestire i loro poteri”).

Questo “salto”mi ha abbastanza infastidita perché stona terribilmente con la narrazione effettuata nella prima parte. Se l’autrice avesse aggiunto altre parti “raccontate” all’inizio o se avesse scelto di “mostrare” altri reclutamenti di novisangue e non solo i primi due, quel salto temporale sarebbe stato un po’ smorzato 🙂

-Troppi fatti e troppi personaggi da gestire. Questo è stato uno svantaggio perché molti personaggi sono solo delle “figure di cartone”, senza personalità e profondità.

Per quanto riguarda i fatti ho paura che l’autrice possa perdere un po’ di vista la trama principale del libro (scontro Mare/Maven – rossi/argentei) per via di tutte le sottotrame ed i particolari introdotti (il Colonnello, campo Cenere, il fratello di Cameron, Farley e Shade, Julian e il suo rapporto con Cal… )

L’insieme di tutte queste cose ha secondo me contribuito ad adombrare un po’ il personaggio di Cal che, come ho detto prima, ancora non riesco ad inquadrare.

-La dichiarazione di Kilorn. Lui era l’amico di Mare e sarebbe stato troppo banale il fatto che fosse inamorato di lei. La scena in cui si confessa poi è quasi abbozzata, buttata lì solo per… per? Non lo so. Che Kilorn fosse rimasto il suo migliore amico o il suo migliore amico innamorato di lei, a livello di trama non ha cambiato nulla.

Avrei preferito, per una volta, che in un libro YA l’amico speciale della protagonista rimanesse l’amico speciale della protagonista e basta. Avrebbe reso il loro rapporto più naturale e meno forzato. Ora sembra che Kilorn assecondi Mare solo perché è innamorato di lei, quando, sarebbe stato più gradevole e credibile che lo facesse perché lei è sua amica, si conoscono da sempre e lui si fida ciecamente di lei.

Le vuole bene, ma non ha un interesse amoroso nei suoi confronti. Possono essere quasi fratello e sorella. Una bella storia di amicizia tra un ragazzo e una ragazza, in questo caso, secondo me sarebbe riuscita piuttosto bene.

La Aveyard poteva giocarsela molto meglio, finendo purtroppo ancora una volta per emulare Hunger Games (Kilorn=Gale).

Ho finito? Ho finito! (No, non è una citazione di “colpa delle stelle”… ok forse sì, ma involontaria)

Quindi, riepilogando, il libro, ovviamente, nonostante tutto, è consigliato! Leggetelo e sclerate/piangete con me attendendo il terzo capitolo della saga!

Un libro pieno di adrenalina, che trasmette tanta energia al lettore, lo coinvolge e gli fa sollevare le mani verso il lampadario per cercare anche lui stesso di manipolare l’elettricità (se l’ho fatto anche io? Ahahah ma noooooo ^^’).

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 10 luglio 2016 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , , , .