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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Le passeggiate del sognatore solitario

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Le passeggiate, più ancora delle Confessioni, è l’opera più perturbante, sperimentale e innovativa di Jean-Jacques Rousseau”: così dichiara Beppe Sebaste nell’introdurre la sua traduzione di Le passeggiate del sognatore solitario.

Questo libro di ricordi e meditazione, non di finzione, scritto dal filosofo ginevrino negli ultimi anni di vita e pubblicato postumo, è intriso di una sensibilità quasi patologica, estremamente moderna, ed è uno dei primi testi letterari in cui si faccia uso dell’aggettivo “romantico” in relazione al paesaggio, alla natura e al sentimento dell’esistenza.

In queste passeggiate l’autore, autoesiliatosi dal mondo nella quiete agreste, si abbandona all’ebbrezza della confessione, della contemplazione, del sogno a occhi aperti.

In fondo a questo itinerario, trova il sollievo dalla sofferenza psichica, l’apertura verso un altro orizzonte.

Lascia così un autentico romanzo di “ecologia della mente” che trasforma il disagio del vivere in estasi e il tormentato groviglio delle emozioni in musicalità della prosa.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 agosto 2016 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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