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L’anti-frodi per il bio? Piace all’estero (ma non al nostro ministero)

bio 00FederBio, che riunisce le organizzazioni operanti in tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, ha dato vita, insieme ad Accredia, l’ente che accredita tutti gli organismi di controllo (odc) italiani, a una piattaforma innovativa che incrocia i dati di produzione e di acquisto per scoprire in tempo reale se qualcuno sta facendo il furbo.

La piattaforma attualmente è attiva solo per il comparto dei cereali, per cui però già nei primi giorni ha ottenuto risultati interessanti.

Quando l’azienda di Mario Rossi dice ‘Io vendo 10 tonnellate di prodotto’ il sistema in automatico controlla se queste 10 tonnellate sono realistiche in base alle caratteristiche dichiarate, come la terra a disposizione o la resa media per zona geografica.

I controlli li fa in automatico il software. Se si accende una luce rossa, parte in automatico una mail all’organismo di controllo dell’azienda, che dice: ‘c’è qualcosa che torna’, e nel giro di due giorni l’organismo va a fare un’ispezione, oppure controlla che non ci sia stato un errore.

Il punto di forza di questa piattaforma è che il settore biologico ha deciso di renderla obbligatoria, per cui dal 1 gennaio 2017, non si potrà fare biologico se non si è aderenti a questa piattaforma.

Al momento il sistema funziona solo per i cereali, grano, orzo, soia, mais, e tutte le 55 mila aziende bio certificate italiane ne fanno parte.

Per i promotori di Fit, l’ideale sarebbe stato che il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) avesse reso possibile l’accesso alla banca dati pubblica, cosa che però non vuole fare.

Fonte & dettagli: L’anti-frodi per il bio? Piace all’estero (ma non al nostro ministero) | il Test – Salvagente

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