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Ho conosciuto il produttore di un vino che apprezzo…

vino rossoPremetto che non sono un intenditore di vino, come possono esserlo gli amici Francesco o Gigi, tuttavia credo di essere in grado di capire se un vino è buono o meno, senza per questo sentire da un semplice assaggio le qualità specifiche del terreno oppure i sentori di spezie, pepe nero e mirtillo. 😉

Gli Amici che ben mi conoscono non si faranno una domanda che un lettore occasionale potrebbe farsi ovvero: gli avranno regalato un paio di bottiglie per scrivere questo post?

Vale quanto già detto nel post Le recensioni di certi Blog non stanno in piedi… e quindi, visto il mio periodo squattrinato, se e quando sarà possibile, la bottiglia me la comprerò.

Torniamo a noi.

Sabato sono andato a pranzo con i miei al Globe Bistrot, cosa che capita spesso, ma non in maniera regolare ovvero è stato del tutto casuale che sia capitato lì proprio in concomitanza della presentazione del Syrah 2015 prodotto dalla Tenuta San Giaime di Gangi (PA).

Per le caratteristiche specifiche del vino, vi rimando alla sua scheda pubblicata sul sito dell’azienda, perchè questo non è un post sul vino, ma racconta dell’incontro di due persone.

Pochi istanti dopo aver salutato Gigi, mi ha portato al piccolo spazio delegato alla presentazione del Syrah, presentandomi Salvatore Cicco, produttore del vino per passione, come lui stesso ha specificato da subito ed in effetti la sua professione è un’altra.

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Una volta scambiate due parole, ho percepito che, pur con esperienze lavorative diverse, stavamo parlando la stessa lingua e ho chiaramente sentito la passione per la produzione del Syrah, cosi come dell’olio Archè, prodotto in sole 2000 bottiglie, il che in abbinamento alla scelta di coltivare in biologico, la dice lunga sull’attenzione alla Qualità piuttosto che alla quantità.

Cicco mi ha brevemente spiegato come viene prodotto il vino, dei grappoli raccolti manualmente, dell’attenzione alla qualità ottenuta con onestà e non con la correzione a tavolino del vino, in modo da poter offrire al consumatore un prodotto eccellente, ma non omologato.

Così uguale e così diverso, mi vien da dire…

Gigi mi ha poi fatto assaggiare il 2015 ed invitandomi a memorizzare il gusto percepito, nel caso poi a pranzo avessi consumato il 2014, cosa che infatti volevo fare, anche questo in maniera causale, dato che da quando è tornata in lista la mia birra preferita ovvero la ReAle del Birrificio del Borgo, in genere la prendo.

La casualità sono finite.

Assaggiato il vino ho apprezzato la qualità, ma effettivamente al palato aveva caratteristiche diverse dal 2014, cosa che, dopo averlo consumato, ho confermato a Gigi, che ha approvato il mio sentire.

Nello specifico, essendo il 2015 ancora giovane, Gigi mi ha consigliato, in caso d’acquisto, di metterlo in cantina e lasciarcelo almeno 3-4 mesi, se non oltre, in modo che si affini al meglio.

In conclusione, come detto a Cicco, agganciandomi ad un post scritto tempo fa, resto dell’idea che se l’Azienda (alimentare) dialoga con il consumatore, è un vantaggio per entrambi, in quanto sia il produttore sia il consumatore hanno informazioni da confrontare e da scambiarsi.

Una foto della bottiglia ci sta bene, in chiusura…

foto-ilvino-950x520

Un commento su “Ho conosciuto il produttore di un vino che apprezzo…

  1. Francesco
    28 novembre 2016

    Bello!

    Esperienze sempre molto interessanti, queste.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 novembre 2016 da in L'angolo del vino ( e della birra), Pensieri, parole, idee ed opinioni con tag , , , , , , , .
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