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Bisfenolo A: sotto accusa gli scontrini della spesa. Le alternative esistono

In Italia quasi nessuno si ricorda della carta termica degli scontrini, ricoperta di bisfenolo A.

Il momento di maggior rilascio dei componenti tossici si ha quando la persona addetta alla cassa lo stacca dalla stampante, ancora tiepido, e lo consegna al cliente.

Il problema è che questa operazione viene ripetuta continuamente ogni giorno durante il lavoro per molti anni.

Gli operatori di cassa dei supermercati sono i più esposti al pericolo tossico del bisfenolo A.

La questione interessa anche la carta a stampa termica incollata sulle confezioni dei prodotti per indicare il prezzo della merce, come pure le etichette delle bilance utilizzate per pesare la frutta e la verdura nei supermercati , oltre alle ricevute rilasciate dai bancomat o quelle delle carte di credito.

Già da qualche anno è in commercio in Italia carta termica, senza BPA, che usa come reagente un derivato del mais [… ] ma pochi centri commerciali hanno optato per questo tipo di carta, che costa il 10% circa di più.

Nota di Paoblog: una articolo interessante, consiglio la lettura integrale.

Fonte & dettagli: Bisfenolo A: sotto accusa gli scontrini della spesa. Le alternative esistono

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Questa voce è stata pubblicata il 14 dicembre 2016 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Salute & Benessere con tag , , , , , , .
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