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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Euforia

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Il giovane antropologo inglese Andrew Bankson studia sul campo da due anni, in totale solitudine, una tribù di indigeni della Nuova Guinea, i Kiona.

Oppresso da un senso di inanità e da angoscianti ricordi familiari, cade in uno stato di prostrazione che lo spinge a tentare il suicidio, ma l’incontro con una coppia di colleghi, Nell Stone e il marito Fen, gli restituirà la voglia di vivere.

La scenografia sono le misere capanne dei tre sulle sponde del fiume Sepik, a Papua, quel mondo separato di acque rosa e cieli verdi che ancora oggi non compare sui nostri gps, e che negli anni Trenta era, molto semplicemente, l’Ignoto.

L’azione coincide col lavoro sul campo del trio, in ciò che aveva di lievemente comico (la corsa ad accaparrarsi la tribù più esotica, o più interessante da studiare) e in ciò che conteneva, invece, di esaltante (la nascita, dal vivo, di molte delle idee che continuiamo a usare, nel tentativo di conoscere ciò che è altro da noi).

E la corrente sotterranea che a poco a poco innalza la temperatura di quella prossimità concitata e febbrile è, come in fondo non si poteva prevedere, una grande e lacerante passione amorosa.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 gennaio 2017 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , .
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