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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il mercante di quadri scomparsi

di Massimo Nava

Mondadori – Pagg. 276 – € 18,50 (lo vendo ad € 9,00)

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Trama: A Montecarlo un omicidio è evento raro. In cerca di tranquillità e per stare più vicino alla famiglia, il commissario Bernard Bastiani ha chiesto di essere assegnato qui dopo tanti anni di servizio nelle periferie francesi.

Quando nei giorni del Gran Premio, blindati e mediaticamente esposti viene ritrovato in un cassonetto un cadavere orrendamente mutilato, Bastiani sente di nuovo il brivido dell’adrenalina.

Il magistrato Robert Labrosse riconosce la vittima: è Claude Massena, ricco, mondano e chiacchierato mercante di quadri, indagato per truffa. Il giovane Labrosse, lui stesso collezionista d’arte, si muove con disinvoltura nell’ambiente e dà utili indicazioni al commissario.

Nella caccia all’assassino, Bastiani si troverà invischiato nelle complesse dinamiche che regolano il mercato dell’arte e subirà il fascino misterioso delle donne protagoniste della vicenda: dall’ex moglie di Massena, riservata signora in cerca di conferme della propria femminilità, all’amante del mercante, la bellissima ucraina Maryam, che con Massena formava una spregiudicata coppia di affaristi.

I sospetti ruotano attorno alla figura di Sergej Suslov, miliardario russo coinvolto in oscuri affari e grande acquirente di opere d’arte.

L’inchiesta del commissario Bastiani si concentra sulla ricerca di un preziosissimo Modigliani, “Nudo di donna su cuscino blu”, pagato, mai consegnato, forse scomparso nelle tenebre del periodo nazista.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Premetto che questo libro lo ha comprato Rok; per fortuna 😉 perchè mi secca molto sbagliare gli acquisti, visti i prezzi attuali ed il mio portafoglio a secco.

Apro una parentesi. Non ho nessun interesse ad esaltare o stroncare un autore ovvero io racconto quello che ho percepito leggendo il libro.

Lascio ai professionisti l’onere di scrivere delle recensioni, infatti questa è un’Opinione personale che come tutte le opinioni è soggettiva, ragion per cui quello che piace a me potrebbe non piacere ad altri e viceversa.

Una volta un autore, piccato per un’opinione molto negativa, mi scrisse che secondo lui non era corretto stroncare un prodotto perchè non si dimostra rispetto nè verso chi vi ha lavorato nè verso chi lo ha apprezzato.

Io rispetto il lavoro di chiunque, ma ritengo di poter dire la mia in totale libertà; scorrettezza sarebbe scriverne negativamente senza motivare il tutto cosa che ritengo di aver fatto.

Così come un prodotto (sia un libro o qualsiasi altra cosa) può non piacere a tutti (e viceversa), è altrettanto lecito che la mia opinione possa essere condivisibile o meno, ma rispettata in quanto tale.

Con il metro di giudizio di questo autore la critica negativa sarebbe bandita a prescindere, visto che dietro ad ogni prodotto vi è il lavoro di qualcuno.

In ogni caso, a differenza di certi, io i libri me li pago e quindi pur rispettando l’autore, mi ritengo libero di dire la mia.  Chiudo la parentesi.

La trama sembrava interessante, anche se poi la realtà dei fatti non rispecchia appieno quello che mi aspettavo dopo aver letto la sinossi che trovate in apertura del post.

Conosco l’autore come giornalista ed ho visto che ha scritto saggi politici e romanzi storici di successo che, peraltro, non ho letto; ma forse non sono referenze sufficienti per scrivere un giallo, nel senso che forse anche il miglior scrittore del mondo, non può eccellere in ogni campo.

Doveva essere un giallo che si muoveva nel mondo dell’arte, ed infatti il morto è un mercante di quadri, ma l’acquirente è un russo arricchito che infatti capisce di investimenti, ma poco di arte. E per essere uno con un pelo sullo stomaco alto così, si fa pure turlupinare in maniera eclatante e poco credibile.

Poteva essere una storia che affondava le sue radici nelle razzie di opere d’arte da parte dei nazisti a danno di musei o ricche famiglie ebree, ma in merito ho letto libri ben più interessanti, pur se basati su storie di fantasia.

Ho trovato caotica l’impostazione e, sulla distanza, noiosa la lettura, al punto che ho fatto quello che faccio molto raramente, ovvero leggere in velocità le ultime 30 pagine, pur di capire quanto bastasse per arrivare alla fine.

Inizialmente si da un certo spazio al Giudice Labrosse che prende in carico le indagini per la brutale morte di Massena, personaggio noto a Montecarlo; il lavoro sul campo è condotto dal commissario Bastiani che dopo un lieve attrito iniziale, “prende le misure” al giudice (e viceversa).

Labrosse ad un certo punto scompare ed il personaggio principale resta Bastiani che però, nonostante l’esperienza professionale e la solidità familiare, si fa affascinare (troppo) dalla vedova di Massena prima e dalla sua amante poi.

Se l’indagine è condotta in maniera corretta, tutto il resto è discutibile; non sono un moralista, ma ho trovato fastidiosa la paginetta di sesso, assolutamente non funzionale alla storia, che peraltro trovo scritta male, una miscela fra sesso meccanico e forzata passione.

Ad un certo punto scompare anche Bastiani, che ricomparirà prima del finale, e la storia passa in mano a Maryam, la misteriosa amante di Massena e compare un altro personaggio che sembra confermare che gli uomini sono tutti una manica di fessi manovrabili da una bella donna che si fa desiderare.

In un giallo/poliziesco mi aspetto che il lettore indaghi pari passo con l’investigatore di turno, magari avendo qualche informazione in più, pescata dalla struttura narrativa della storia oppure che ci si ritrovi nei panni dell’assassino, pur tifando per chi ti dà la caccia.

Ma in questo caso, se la parte investigativa tutto sommato tiene, nonostante la distrazione di Bastiani, che peraltro lo metterà in difficoltà successivamente, la vicenda vista nei panni dell’assassino, è scritta male; non coinvolge il lettore, è un resoconto e morta lì.

Il finale è in linea con il resto del libro che, si sarà capito, non mi è piaciuto affatto. Anche se non l’ho pagato io, il prezzo di € 18,50 l’ho vissuto come un furto.

Ci sono lettori che mi hanno confermato nel tempo che le mie opinioni erano giuste, così come mia sorella ha apprezzato un giallo che io avevo bocciato, per cui come dicevo prima, è tutto relativo.

Però, nel dubbio, cercalo ad un prezzo inferiore; se avrò ragione io, mi ringrazierai, in caso contrario l’importante è fare una buona lettura, non quanto è costato il libro.

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