Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: L’uomo che guardava passare i treni

di Georges Simenon

Adelphi – Pagg. 211 – € 10,00

Trama: La sera di un giorno qualsiasi, Kees Popinga si appresta a fumare un sigaro. Anche la sua vita è qualsiasi, e questo lo rallegra. Impiegato di una solida ditta olandese, è abituato a spartire le sue ore con perfetta regolarità.

I suoi sentimenti non usano deviare, se non impercettibilmente, come per esempio per «quella certa emozione furtiva, quasi vergognosa, che lo turbava vedendo passare un treno, un treno della notte soprattutto, dalle tendine calate sul mistero dei viaggiatori».

Quella sera, poche ore dopo, Popinga fu costretto ad accorgersi che la sua vita si disfaceva come un castello di carte. Ora gli accennava dall’oscurità una nuova esistenza, dove avrebbe avuto a che fare con figure per lui estranee: il sangue, le donne, l’imbroglio, il caso, la fuga, la paura, l’esaltazione, il falso, la polizia.

Kees Popinga è uno di quegli uomini cosiddetti normali che Simenon predilige e che sa raccontare come nessun altro. La sua normalità, come ogni normalità, è illusoria: un meccanismo che, appena s’inceppa, diventa capace di tutto. Ma non tutti, a quel punto, sono capaci di tutto. Kees Popinga sì.

Come era stato, un tempo, il più normale fra i normali, ora si sfrena e, preso da un’euforia sinistra, rovescia uno per uno tutti i capisaldi della sua realtà. La sua fuga è una sfida, e la sfida attira un’incalzante persecuzione, che ci trascina fino all’ultimo nella lettura.

Personaggio paradigmatico dell’universo simenoniano, Popinga si insinua nella mente del lettore con una stupefacente familiarità. È come una carta da parati che abbiamo visto per anni e improvvisamente si metta a parlare.

Dal momento in cui, un giorno, Popinga esce di casa e, chiudendo la porta, esce anche da se stesso, incontriamo di tutto e non riusciamo a evitare di vederlo con i suoi occhi.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Doveva succedere prima o poi ed ecco che dopo tanti libri di Simenon che sono stati una fonte di piacere assoluto, arriva quello che lanceresti dalla finestra. 😀

Non mi è piaciuto dall’inizio e non ha recuperato durante la lettura che, per quel che mi riguarda, è stata di una noia mortale al punto che arrivato ad un terzo del libro ho attivato la modalità veloce che di fatto mi ha fatto saltare a piè pari diversi capitoli ed arrivare alla fine.

Opinione personale, si è detto, tuttavia nella sinossi leggo: “Popinga esce di casa e, chiudendo la porta, esce anche da se stesso, incontriamo di tutto e non riusciamo a evitare di vederlo con i suoi occhi.”

Eì quasi automatico che mi cali nel personaggio sinoa  vedere con i suoi occhi e cercare dic apire come mi sarei comportato io nei suoi panni. In questo caso non è successo.

Certo la cronaca, anche quella dei nostri giorni, spesso mostra comportamenti autodistruttivi ed illogici, ma così come nella realtà, faccio fatica a capire. Per forza di cose lo metto al punto più basso nella classifica del gradimento.

Andrà meglio con il prossimo…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 21 luglio 2017 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: