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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La danzatrice di Izu

«La danzatrice, che giaceva proprio lì ai miei piedi, arrossì e si coprì il viso con le mani. Divideva il futon con una delle ragazze più grandi. Era ancora truccata dalla sera prima. Le restavano tracce di rosso sulle labbra e intorno agli occhi. vederla appena svegliata, e così emozionata, mi diede una strana tenerezza. Forse infastidita dalla luce, si girò dall’altra parte, quindi, con le mani sempre sul viso, scivolò fuori dal futon e si sedette sul pavimento del corridoio. “Grazie per ieri sera” disse, poi si inchinò con delicatezza verso di me, che ero ancora in piedi, confondendomi.»

Scritto nel 1926 e divenuto a partire dal dopoguerra immensamente popolare, “La danzatrice di Izu” è la storia dell’iniziazione di uno studente che, per scacciare i suoi «tormenti di ventenne», si mette in viaggio verso la penisola di Izu.

Un viaggio – nei colori autunnali di boschi incontaminati, catene montuose e scoscese vallate – che lo segnerà per sempre, giacché, grazie all’incontro con una giovane artista girovaga, scoprirà la pura bellezza.

Kaoru ha lunghe gambe che rendono il suo corpo simile a un giovane albero di paulonia, occhi magnifici, e quando ride pare che sbocci: ma soprattutto colpisce in lei la semplicità piena di stupore, il candore infantile nel mettere a nudo i sentimenti.

Effimera, evanescente, ineffabile nella sua assoluta naturalezza, la bellezza è dunque – come ci rivelano due magnifiche conferenze del 1969 che costituiscono il secondo pannello di questo libro – ‘ichigo ichie’, cioè incontro unico e irripetibile, miracolosa combinazione di elementi insostituibili: come il prezioso tè che viene raccolto nella prefettura di Shizuoka la ottantottesima notte dopo l’inizio della primavera, capace di regalare eterna giovinezza, lunga vita e salute.

Scoprire e registrare fugaci momenti di bellezza nell’arte, nella natura, nella vita di ogni giorno, e insieme la gioia e il dolore che suscita la sua impermanenza è precisamente, per Kawabata, la funzione della letteratura giapponese.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 gennaio 2018 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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