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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Ehi Garante, le regole per la privacy valgono per tutti? A quanto pare no…

La vicenda, perlomeno in Lombardia, è nota ed ovviamente non ne faccio un discorso politico, ma di correttezza, tuttavia anche se in chiusura del post sul Gruppo FB scrivevo: “spero vivamente che il candidato in questione disconosca questa discutibile iniziativa”, va da sè che così non è, anzi il contrario.

Questi i fatti:

“Un medico utilizza il database dei suoi pazienti per invitare a votare l’assessore al welfare uscente, Giulio Gallera, candidato di Forza Italia alle elezioni regionali del 4 marzo per Attilio Fontana.”

Leggi la notizia  

Dopo di che ho letto che “Gallera non solo non ha preso le distanze dall’iniziativa elettorale del medico ma ha rilanciato con un post in Fb dal titolo: «Tanto rumore per nulla».

Gallera approva, a quanto pare, tuttavia a prescindere dal fatto che lo IEO ha subito preso le distanze da questo supporto (#dilloininglese se ti va: endorsment)…

L’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) si è subito dichiarato  “totalmente estraneo all’increscioso” utilizzo a fini di propaganda elettorale dei recapiti di pazienti.

In una nota l’Ieo ha preso le distanze dal dottor Alessandro Testori, “che non ha più alcun rapporto professionale con l’istituto dal marzo 2017″ e al quale era stato soltanto consentito “di segnalare il suo cambio di struttura esclusivamente ai pazienti solventi che aveva già in cura al fine di garantire la continuità del rapporto medico paziente».

Contatti che invece il dottor Testori ha utilizzato in modo “improprio”, sostiene ancora l’istituto in merito alla lettera

…resta il fatto che i pazienti dello IEO non hanno di certo firmato i consensi per la privacy accettando poi che un medico ne faccia un uso politico.

Leggo poi che questo medico non collabora più con lo IEO dal 2017 e vista la dichiarazione dello IEO va da sè che il medico ha usato gli elenchi dei pazienti dello IEO in maniera impropria e quindi vietata.

Per completezza ecco cosa si legge in merito alla propaganda politica sul sito del garante della Privacy:

Non sono in alcun modo utilizzabili, neanche da titolari di cariche elettive, gli archivi dello stato civile, l’anagrafe dei residenti, indirizzi raccolti per svolgere attività e compiti istituzionali dei soggetti pubblici o per prestazioni di servizi, anche di cura; liste elettorali di sezione già utilizzate nei seggi; dati annotati privatamente nei seggi da scrutatori e rappresentanti di lista, durante operazioni elettorali.

Un comportamento scorretto e che viola le norme sulla privacy che tutti noi dobbiamo rispettare, ma a quanto pare al candidato politico va bene così.

Ma se approvi la scorrettezza ed il mancato rispetto delle norme, quando la cosa ti favorisce, chi mi dice che a tua volta sarai corretto una volta eletto?

Agli elettori la risposta…

Nota integrativa: Ho letto che il candidato del centrodestra, il leghista Attilio Fontana, prova invece a minimizzare la vicenda: «Il medico è un libero professionista che ha espresso le sue preferenze. Il passaparola è fatto anche di questo».

E’ chiaro che non ci sono, ma ci fanno, tuttavia è lampante che nessuno contesta al medico di aver espresso una sua preferenza politica, ci mancherebbe.

E’ come lo ha fatto che è criticabile e Gallera avrebbe fatto migliore figura a dissociarsi; non dico che avrebbe acquistato voti, tuttavia visto che il partito più forte è quello degli indecisi, magari un gesto corretto avrebbe attirato qualche elettore.

 

 

 

 

 

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