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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Carte fedeltà: i tuoi dati in cambio di poco risparmio

Giusto l’altro giorno, all’amico Angelo che ha acquistato la sua terza macchina fotografica (su 4 che avevo messo in vendita), ho dato la Tessera fedeltà… 😀 … (si scherza, ovviamente…), ma l’articolo di Altroconsumo racconta un’altra storia.

 

Per quel che mi riguarda ho un tot di carte fedeltà di alcuni supermercati e della Feltrinelli che mi servono per poter usufruire di sconti o promozioni e solo raramente per prendere qualcosa dal catalogo dei premi.

Per il resto, che siano quelle delle compagnie petrolifere come di altri punti vendita, le evito perchè per l’appunto in cambio dei miei dati mi danno ben poco.

Aggiungo però che a differenza di molti leggo sempre le varie opzioni sulla Privacy e scelgo solo l’opzione base ovvero evito di concedere il consenso per la condivisione con terze parti, anche se poi, come ci insegna la cronaca, possiamo firmare quello che vogliamo, ma serve a poco.

Anche il famoso ed inutile Registro delle Opposizioni racconta una storia dove ti iscrivi ad un servizio per non essere martellato dai call center che poi continuano a chiamarti come niente fosse.

Alzi la mano chi non ha almeno una carta fedeltà nel portafogli: gli italiani sono al primo posto nel mondo, con il 74% che ne ha almeno una, contro una media mondiale del 66%.

Una nostra indagine del 2017 sulle carte dei supermercati dice che le persone considerano utili o molto utili gli sconti e i premi che garantiscono.

Ma è davvero così? I vantaggi, in realtà, sono meno sostanziosi di ciò che sembra. Mentre le informazioni che forniamo usando la carta sono molto preziose.

Abbiamo verificato i cataloghi e il sistema di raccolta punti di 10 insegne valutando alcuni premi.

Per capire quanto effettivamente valgono, abbiamo visto quanto costano sul mercato per poi stornare la cifra dalla spesa che bisogna fare per aggiudicarseli. Così otteniamo a quale risparmio corrispondono sulla somma sborsata.

Generalmente ci si ferma a percentuali molto basse, spesso nell’ordine dello zero-virgola e raramente vicine al 10% (solo con Esselunga avviene più spesso).

Da considerare, anche, che se si vuole avere maggiore “sconto” sulla spesa, in tutti i casi valutati la soluzione più vantaggiosa è quella che prevede una parte di punti e una di contanti.

Ecco i risultati completi dell’inchiesta.

Un commento su “Carte fedeltà: i tuoi dati in cambio di poco risparmio

  1. Andrea
    13 aprile 2018

    Nella richiesta della carta fedelta’ inserire dati…palesemente inventati (es. Augusto Cesare, Bartalo Coppi o Coppo Bartali. Gia’ Martin Bora va meno bene, non tutti sanno dell’investigatore militare, personaggio di Ben Pastor…😁😁😁)

    E pagare la spesa senza il bancomat

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Questa voce è stata pubblicata il 13 aprile 2018 da in Consumatori & Utenti.
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