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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Cui prodest?

di Danila Comastri Montanari

Hobby & Work – Pagg. 298 – € 7,90 > lo vendo ad € 2,50 + spese spedizione

Trama: Roma, inverno dell’anno 46 dopo Cristo. Un efferato assassino si accanisce sugli schiavi della domus di Publio Aurelio. È un sicario crudele, intelligentissimo, senza pietà. I suoi obiettivi prediletti sono gli omosessuali, ma, di tanto in tanto, non disdegna neppure vittime “normali”.

Chiamato a investigare, gli unici indizi che Publio Aurelio riesce a raccogliere sulla scena del crimine sono un’orma insanguinata e una pedina di latrunculi, gli antichi scacchi romani. Davvero poco per intuire un movente, seguire una pista, identificare un colpevole.

Publio Aurelio, però, non ha scelta: deve giocare il tutto per tutto e smascherare l’assassino prima che torni a colpire per l’ennesima volta.

Letto da: Paolo

Opinione personale: E’ la prima indagine che leggo di Publio Aurelio Stazio, ma ho già messo in nota altri titoli della serie, tanto più considerando il prezzo basso che aiuta; è un libro sicuramente ben scritto, tuttavia alcune parti mi hanno annoiato un po’, ma è anche vero che se arrivi da un thriller classico, va da sè che la Roma del 46 a.c. è altra cosa.

Forse la storia si è allungata troppo, ma in ogni caso nella mia classifica personale gli assegno un Medio per la lettura in sè, ma dal punto di vista storico merita un Buono.

Nota a margine: Vengono usati, giustamente, molti termini tipici dell’epoca, però piuttosto che uno scomodo glossario nelle ultime pagine avrei preferito una nota in calce alla pagina.

Interessanti le note finali dell’autrice, inclusa la spiegazione del gioco citato spesso nella storia, e veramente spassosa una precisazione circa la scrittura della storia, dato che scrivendo per passione dei racconti gialli, mi sono trovato in situazioni simili a quelle raccontate qua sotto e ricordo un’amica che dopo aver letto un racconto mi disse che “se non ti conoscessi, adesso avrei paura di te”. 

“Mestiere affascinante e curioso, non lo nego, fertile di dialoghi surreali che, uditi al di là dei muri sottili di un condominio, rischiano di alienare le simpatie dei vicini di casa fomentandone paure e sospetti: “rispondi tu al telefono, io sto assassinando Quintilio!”” No, l’arsenico non va bene, serve un veleno più lento…”“Sta fermo lì, per favore, e cerca di pugnalarmi al cuore con il braccio destro…” … “Ammazzato il primo, la strada è in discesa”

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