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AAA: dizionario delle Alternative Agli Anglicismi

Ricevo da un collega blogger (o, come direbbe Zop: blogghista) e pubblico con piacere, visto che combattiamo la stessa battaglia contro gli anglicismi evitabili.

(Fonte: unavigenttadipv.it)

E’ stato pubblicato in Rete il progetto AAA (Alternative Agli Anglicismi).

Cosa: È un dizionario gratuito a disposizione di tutti che raccoglie oltre 3.500 anglicismi, i più frequenti nella lingua italiana, affiancati da spiegazioni e, quando presenti, da alternative e sinonimi italiani in uso (con esempi concreti di utilizzo dalla stampa), senza alcun intento puristico né pretese di imporre alternative forzate.

Come: Si tratta di uno dei più ampli tentativi di classificazione dell’interferenza dell’inglese nella lingua italiana mai realizzato: possibilità di ricerche per parola, a tutto testo e alfabetiche, 90 categorie ed etichette per una consultazione tematica, dall’informatica (570 voci) all’”aziendalese” (482), dallo sport (286) all’economia (283), sino alle curiosità come gli anglicismi culinari (122) o quelli del sesso (90).

Oltre a questi ambiti, ci sono poi categorie di analisi con cui è stata quantificata la presenza degli anglicismi nel linguaggio di base (Fondamentali: 154), nel linguaggio comune (1.922), oppure sono state raggruppate tutte le locuzioni (1.351), gli pseudoanglicismi, gli anglolatinismi…

Perché: Davanti all’abuso sempre più dilagante di inglese e itanglese, il nostro obiettivo è di contribuire alla libertà di scelta di chi utilizza la lingua italiana. Molte parole inglesi risultano ostiche e difficili per tante persone e la loro comprensione necessita di spiegazioni (whistleblower, caregiver, spoils system, quantitative easing…).

Soprattutto, nel linguaggio dei giornali e di alcuni settori come l’informatica o il mondo del lavoro, spesso si ricorre preferibilmente alle parole inglesi con il risultato che le alternative italiane regrediscono e non vengono più spontanee (competitor/competitore, budget/stanziamento, staff/personale, feedback/riscontro, trailer/anteprima…).

Ognuno parla come vuole, ma per poter scegliere in modo consapevole è necessario che le alternative vengano divulgate.

Questa prima versione Beta (settembre 2018) non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza: l’intento è di dare vita a una comunità in Rete che sfrutti l’intelligenza collettiva e connettiva per arricchire il progetto giorno per giorno attraverso i contributi dei lettori: segnalazioni di anglicismi incipienti, di alternative in uso, di esempi di utilizzo… saranno vagliate, lavorate e inserite.

Chi: Il progetto è ospitato sul portale indipendente dedicato alla lingua italiana: Italofonia.info.

L’autore, Antonio Zoppetti, ha pubblicato Diciamolo in italiano. L’abuso dell’inglese nel lessico dell’Italia e incolla (Hoepli 2017, pref. Annamaria Testa); L’etichettario. Dizionario delle alternative (Franco Cesati editore, in procinto di pubblicazione) e altri libri sulla lingua italiana tra cui l’Italiano for dummies o SOS congiuntivo for dummies.

Nel 1993 ha curato il riversamento digitale del primo completo dizionario elettronico della lingua italiana messo in commercio: il Devoto Oli in cd-rom (EDITEL/Le Monnier).

Dal 2017 redige il sito dedicato al tema degli anglicismi “Diciamolo in italiano”.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 12 settembre 2018 da in #dilloinitaliano, Leggo & Pubblico, Persone & Società con tag , , , , , , , , .
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