Testi & foto di Mikychica.lettrice
Eccomi a raccontarvi finalmente la lettura di #keilalarossa di #isaacbashevissinger
Keyla la rossa appare come un racconto a puntate tra il 1976/1977 su una rivista Yiddish di New York.
Nell’archivio di Singer si conserva il dattiloscritto della traduzione in inglese effettuata dal nipote Joseph Singer. E su questa traduzione, grazie agli Adelphi possiamo leggere questo romanzo bellissimo.
Keyla, prostituta, “i capelli rossi, gli occhi verdi e la pelle candida facevano pensare ad un dipinto” crede nell’amore vero, quello che salva da qualsiasi situazione.
Yarme, personaggio poco raccomandabile, finito a trentadue anni già 4 volte in prigione, le regala il suo sogno, la sposa liberandola dalla prigionia della prostituzione. La vita trascorre tra le mura domestiche, ma i soldi non bastano.
All’arrivo di Max altro personaggio abietto, il sogno di Keyla assume contorni infernali, definito da lei stessa “l’angelo della morte “, porterà scompiglio e devastazione nella sua vita.
Violentata, umiliata, Keyla troverà la forza nella sua fede corre dal rabbino per redimersi e conosce Bunem, figlio dello stesso, “ Perfino Keyla lo intrigava più di una brava ragazza borghese se non altro lei aveva vissuto. Si era affacciata sull’abisso . Accennava di frequente alla morte .”
Per realizzare i loro sogni emigrano in America, ma quello che li aspetta sono giorni di fame e freddo.
Mi piace pensare che Keyla abbia trovato la pace e l’amore, che il suo sogno si sia realizzato, nonostante tutto, e che la sua nuova vita sia decollata.