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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Bangkok

Cosa significa Bangkok per noi occidentali?

Così scriveva Tommaso Pincio di questo libro, che cerca di catturare l’atmosfera ipnotica e delirante della capitale thailandese:

«Osborne non ha nemmeno provato a penetrare il cuore nascosto della cultura thai. Si è limitato a osservare i farang cui lui stesso in fondo somiglia, i pigri sibariti impegnati nella non impossibile missione di sparire in un’enorme città dove una larga gamma di desideri, inclusi quelli ai limiti dell’illegalità, può essere facilmente appagata.

Si è affidato alle loro storie non soltanto per l’oggettiva difficoltà di capire realmente i nativi, ma anche perché Bangkok è diventata la città che è proprio in virtù del suo mezzo milione di viaggiatori, esiliati e autoemarginati occidentali.

I farang che la abitano ne hanno fatto un posto ibrido, che appartiene tanto ai thailandesi quanto agli occidentali. Due città in una che non sempre coincidono ma che comunque si fondono».

(Fonte: RivistaStudio.com)

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Questa voce è stata pubblicata il 28 dicembre 2018 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , .
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