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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Sette anni di felicità

Tanti anni fa, quando era ancora un autore sconosciuto alle prime armi, Keret scrisse in un racconto che il purgatorio se lo immaginava come via Allenby, la strada commerciale di Tel Aviv che a quei tempi era un po’ moscia, anche se affollata.

Oggi non renderebbe l’idea, visto che Tel Aviv è cambiata moltissimo, in meglio, e Allenby non è poi così male. Sette anni di felicità invece è un memoir realistico, contemporaneo, e fedele alla Tel Aviv di oggi.

Gli anni di felicità sono quelli trascorsi da quando Keret è diventato padre. Suo figlio Lev è nato durante un attentato, quando la Seconda Intifada ancora scuoteva la città, ma presto le bombe lasciano spazio ai corsi di yoga, alle gite in macchina verso Herzelia, il sobborgo fighetto dove vive “nonno Yoni” (Yonatan Geffen, uno dei cantautori più famosi di Israele, suocero di Keret), e le incursioni della sorella religiosa da Bnei Brak, sobborgo molto meno fighetto e popolato da ultra-ortodossi.

(Fonte: Rivistastudio.com)

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Questa voce è stata pubblicata il 27 dicembre 2018 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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