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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La memoria del corpo

L’estate è alle porte e una donna di quarantasette anni sale su una corriera con uno zaino in spalla per raggiungere un paese che non conosce. Porta con sé un quaderno dove ha raccontato la storia del figlio Sebastiano.

Il memoriale parte da una fredda mattina del 1992, quando Sebastiano le rivela di essere gay, e termina nella primavera del 2011, quando il figlio scompare.

In mezzo c’è tutta una vita: l’impegno politico e sociale di Sebastiano, il suo lavoro in radio, l’amore per Filippo, il G8 di Genova, il trasferimento a Cagliari, la stesura di un libro.

E parallelamente c’è la storia di Elsa: la crisi del suo matrimonio, l’arrivo di un amore violento e carnale, i sensi di colpa, la fuga, l’annientamento e la dolorosa resurrezione dopo un momento difficile.

“La memoria del corpo” è un romanzo intenso, avvolgente e carnale, con più piani narrativi, dalla forma diaristica alla narrazione tradizionale.

Come nelle migliori tragedie greche, Carlo Deffenu ci conduce negli abissi dell’anima, seguendo le memorie incise sulla pelle, e soprattutto in quegli occhi “pieni di parole, che chiedono a gran voce qualcosa”.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 febbraio 2019 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , .
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