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Un libro: L’assassino timido

Sandra Mozarowsky era una giovanissima attrice celebre in Spagna negli anni Settanta, una delle “Lolite” di quel cinema che si contrapponeva alla censura producendo film ad alto contenuto erotico.

Figlia di un diplomatico russo e legata alle alte sfere dell’aristocrazia spagnola, morì all’età di 18 anni gettandosi dal balcone di casa. Ma la sua morte ha sempre suscitato sospetti, e l’ipotesi più diffusa è che sia stata uccisa dai servizi segreti a causa di una relazione con il Re Juan Carlos del quale era rimasta incinta.

Nessuna inchiesta ha mai fatto seguito al tragico avvenimento. Clara Uson, nata tre anni dopo Sandra, racconta la storia della ragazza e al tempo stesso riscopre la propria giovinezza, l’irrequietezza e l’indole autodistruttiva, il desiderio di libertà e di eccessi, un sogno di ribellione in un periodo storico di grande trasformazione per un paese che si stava finalmente lasciando alle spalle i decenni bui del franchismo.

E attorno alle storie vere di Sandra e di Clara, due ragazze convinte che il futuro sia nelle loro mani, emergono personaggi inaspettati, filosofi e scrittori, Camus, Wittgenstein e Pavese, che illuminano una trama piena di suspense, sostenuta da una scrittura erudita e implacabile che sempre oscilla fra ironia e tenerezza, tragedia e commedia, e in cui Uson esalta gli elementi presenti in tutta la sua opera: la costante indagine del confine tra verità e finzione, tra documentazione e immaginazione, tra realtà e desiderio.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 marzo 2019 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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