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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Qualche parola sugli sfollati del Ponte Morandi…

Mi scrive un’amica genovese:

Nel mio quartiere ci sono famiglie di sfollati con bambini, che non hanno più case, anche perché ormai sono iniziati i lavori di demolizione sotto il ponte.

Le scuole sono finite, ed ora i bambini, i ragazzi, la sera si riuniscono a giocare nel cortile sottostante, ma ieri sera ero affacciata sul terrazzo ed ho assistito ad un scena brutta.

Ad un certo punto è nata una discussione tra loro, non so il motivo, ma sono volati insulti, parole pesanti, alcuni dicevano ad altri: sfollati che cazzo volete? Tornate da dove siete venuti,

altri rispondevano: tranquillo appena possiamo ce ne andiamo che con delinquenti come voi chi ci vuole stare?

e di rimando arrivava la risposta: Si certo delinquenti, come no, avete trovato l’America qui, prima dove andavate a giocare, in mezzo alla strada, sotto il ponte? E poi vi lamentate, e non pagate neanche l’affitto.

Le frasi erano molto concitati, era tutto un botta e risposta; non conosco tutte le facce dei ragazzini, però ho visto bene il viso triste e gli occhi di una ragazzina arrivata qui dopo la tragedia ed infatti dopo quella risposta è andata a casa.

Credimi, sono rimasta basita di fronte a tanta cattiveria da parte di ragazzini e mi chiedo se queste frasi le abbiano sentite in casa dai genitori.

Non so, ma dove sono la solidarietà, l’umanità?

Ma le cose brutte che si dicevano  … alla fine hanno formato due gruppi e si sono divisi uno a destra e uno a sinistra, invece di stare tutti insieme, cosa triste.

Eppure questo è un tranquillo quartiere di periferia, si sta bene, non capisco, sembrava quasi che tutti, ma dico tutti quei ragazzini avessero tanta rabbia repressa in corpo, da dover sfogare in qualche modo.

Un commento su “Qualche parola sugli sfollati del Ponte Morandi…

  1. Fabio Gorra Lazzarini
    15 giugno 2019

    Mi sembra di poter dire che l’ operazione stia riuscendo a meraviglia. Se la sopraffazione arrogante e discriminatoria nei confronti di chi sia diverso a qualunque titolo serpeggia anche nei cortili dei ragazzini, il perfido proposito di chi persegue il “divide et impera” è già molto ben realizzato. Continuiamo a farci del male ma ricordiamoci che chi semina vento raccoglie tempesta.

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