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Un libro: La finestra di Leopardi

“Per lunghi secoli,” ci ricorda l’autore, “quando l’unità politica non era che un sogno confuso, l’Italia fu innanzitutto un’‘espressione letteraria, una tradizione poetica’.”

Non c’è, di questo, una testimonianza migliore dei tanti luoghi in cui vissero gli scrittori: eleganti ville di campagna e nobili palazzi in città, ma anche umili case contadine dai tetti in paglia, celle di prigione e persino vagoni ferroviari: “un assortimento che ben riflette l’affascinante complessità della cultura italiana”.

Mauro Novelli, docente all’Università degli Studi di Milano e vicepresidente di Casa Manzoni, sceglie di raccontare le case degli autori che tutti abbiamo conosciuto a scuola: Petrarca, Manzoni, Gozzano, Pavese, D’Annunzio, Pascoli, Leopardi, Pirandello, Deledda, Moravia sono le fondamenta della nostra identità nazionale.

“Un ritorno in pagine, in luoghi dove siamo già stati.”

Citofonare Manzoni non è un saggio accademico né una mera guida di viaggio, ma una vera e propria esperienza che nasce dal connubio fra ciò che si vede, ciò che gli autori ne hanno scritto e ciò che è capitato in quegli ambienti, perché, ci ricorda l’autore, “le case possiedono una straordinaria potenzialità narrativa”.

Potenzialità che ques­to volume valorizza grazie al ricco inserto fotografico che consente al lettore di rivivere i luoghi, gli oggetti, i dettagli evocati.

Fenomeno in forte crescita nell’ambito del turismo culturale, l’interesse per le writers’ houses è sfociato all’estero in molte pubblicazioni – anche a opera di scrittori noti come il Tumbas. Tombe di poeti e pensatori di Cees Noteboom (2016) –, in un vero e proprio genere ben articolato.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 ottobre 2019 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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