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Un libro: Accabadora

Testi & foto di Mikychica.lettrice

La Murgia affronta con uno stile molto particolare e personale un tema moderno, ma evidentemente presente nei tempi addietro senza tutto il dibattito etico sulla giustezza dell’atto che invece contraddistingue le pagine di oggi.

Si sa che nel passato, anche recente, alcune attitudini o comportamenti erano socialmente accettate più che nei tempi moderni, suscitando oggi dibattiti ed indignazione.

Oggi farebbe senz’altro specie pensare ad una donna che si raggira di notte chiamata dai familiari di un malato terminale a fare quello che non tutti avrebbero il coraggio di fare, ossia “finire” il povero essere umano ed aiutarlo a traghettare verso l’altro mondo; la nostra accabadora, utilizza un cuscino, ma se si legge la storia sarda di queste accabadore esistevano (o esistono?) strumenti anche più macabri.

Ma alla fine, a parte il mezzo, qual è la differenza con il rivolgersi ad una clinica svizzera?

Mi distacco totalmente dalla volontà di esprimere un giudizio, certo è che Maria, fill’e anima della nostra Bonaria fa fatica a comprendere, un po’ per la sua giovane età un po’ per il senso di tradimento che prova.

Una storia che parte da qui ma che poi si evolve in tutt’altro modo che non mi aspettavo, perché ero convinta man mano che proseguivo nella lettura, che la Murgia volesse approfondire il tema, invece rimane in superficie, si limita al racconto dei fatti con un certo distacco.

Lo stile della Murgia è davvero interessante, le tematiche impegnative, ma non abbastanza approfondite; avrebbe potuto dilungarsi molto di più, una storia troppo breve per la profondità dei concetti che lei stessa ha voluto prendere in esame.

Mi aspettavo qualcosa di più, ma sicuramente leggerò altro dell’autrice.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 19 ottobre 2019 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , .
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