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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Una diversa bellezza. Italia 2003-2018

Negli ultimi venti anni in Italia sono successe molte cose: si sono succeduti tredici governi, alcuni paesaggi urbani sono mutati radicalmente per mano dell’uomo o per catastrofi naturali, a volte cambiamenti importanti, altre volte così impercettibili che tutto sembra rimasto al suo posto. Attraverso i suoi reportage, Emiliano Mancuso, scomparso prematuramente lo nel 2018 all’età di 47 anni, ha docu

mentato con sensibilità il nostro paese ricorrendo a tecniche e linguaggi diversi, bianco e nero, colore, immagini digitali o analogiche. E le polaroid, importanti poiché nella loro immediatezza accompagnano il passaggio dell’autore dall’immagine fissa a quella in movimento che lo porterà, nell’ultima parte della sua vita, a essere regista.

Senza abbandonare il suo terreno d’indagine, semmai amplificandolo grazie all’audio e al video, Emiliano Mancuso traccia un paese intessuto di microstorie, di esperienze che si mostrano nude nella loro sincerità.

C’è la sua umanità mentre disegna i protagonisti che sceglie per raccontare il paese. La politica, l’economia, la macrostoria, sono sempre filtrate dalla microstoria dei singoli.

Vite vissute e testimoniate in prima persona. Con candore, con intrepida audacia, assistiamo allo scorrere di un tempo narrato con compassione rara.

Il volume, a cura di Renata Ferri e Giulia Tornari, raccoglie oltre 150 foto in quattro differenti corpi di lavoro: ‘Terre di Sud (2003-2008)’, incentrato sull’immobilismo del Mezzogiorno; ‘Stato d’Italia’, basato sul viaggio che ha portato il fotografo a documentare la rivolta dei braccianti a Rosarno, gli sbarchi di Lampedusa, le problematiche legate ai fumi delle acciaierie di Taranto; ‘Il diario di Felix (2014)’, in cui si racconta l’ultimo anno di otto ragazzi a Casa Felix, casa famiglia a Roma in cui i minori scontano misure alternative al carcere; e infine ‘Le cicale (2018)’, viaggio intimo nella vita di quattro persone che vivono con la pensione minima o lavorano in nero nell’attesa di ottenerla.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 agosto 2020 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , .
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