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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La pellegrina

Oviedo, 827 d.C. Alla turbolenta corte delle Asturie, governata dal carismatico Alfonso II il Casto, giunge un messaggero con una notizia sconcertante: a occidente, nella terra alla fine del mondo, un eremita sostiene di aver trovato l’antico sepolcro di san Giacomo, l’apostolo che secondo la tradizione avrebbe portato la parola di Cristo in Spagna.

Il vescovo del luogo si appella quindi ad Alfonso, difensore della cristianità contro i saraceni, perché si rechi in quel luogo e accerti l’autenticità delle reliquie.

Per donna Alana di Coaña, vedova dello scriba di corte, è un’occasione unica: laggiù vive suo figlio, di cui non ha notizie da tre anni.

Temendo che possa essergli accaduto qualcosa, Alana convince il re a portarla con sé, sebbene la presenza di una donna susciti non pochi sospetti tra i membri della carovana.

E ancor di più ne susciterebbero se si venisse a sapere che Alana coltiva la passione per la scrittura e, ogni notte, redige in segreto un diario della spedizione, descrivendo non solo l’aspra bellezza dei paesi che visitano lungo il cammino, ma anche i pericoli che affrontano e le sfide che si profilano all’orizzonte.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 settembre 2020 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , .
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