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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Ultimo respiro

di Robert Bryndza

Newton Compton – Pagg. 384 – € 9,90 > lo vendo ad € 3,00 + spese di spedizione

 

Trama: Il corpo di una donna viene ritrovato in un cassonetto, con gli occhi spalancati e i vestiti ricoperti di sangue, e la detective Erika Foster è tra i primi a giungere sulla scena del crimine.

Il problema è che questa volta il caso non è uso. Mentre tenta di assicurarsi un posto nella squadra investigativa, Erika non può fare a meno di notare che le caratteristiche del ritrovamento ricordano un omicidio irrisolto avvenuto quattro mesi prima…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Questo è il terzo libro che leggo con il personaggio di Erika Foster ed anche in questo caso è stata una lettura coinvolgente, per cui nella mia classifica personale gli assegno un Buono.

La storia scorre via che è un piacere e come è accaduto in precedenza sono stato costretto a leggere oltre l’orario prefissato e visto che mi alzo alle 6, ogni minuto rubato al sonno si fa sentire il giorno dopo, ma va bene così.

Le battute finali della storia mi fanno pensare una volta di più che i poliziotti inglesi non dovrebbero essere disarmati, perchè non si possono aspettare le mezz’ore per l’intervento di una squadra di agenti armati e tanto meno si può ignorare una persona in grave pericolo, per cui si interviene, ma a mani nude contro un fucile. Mah…

Visto che l’Autore chiede spunti e suggerimenti ai lettori, da parte mia devo dire che sono un po’ stufo di questi assassini seriali, brutali e sanguinari; mi piacerebbe se in futuro la Foster si trovasse impegnata in un’indagine su un singolo omicidio.

Anche in questo caso ho apprezzato al termine del libro l’invito dell’autore a recensire il libro ed a restare in contatto tramite i diversi canali indicati ed a questo proposito gli ho scritto per fargli sapere che al gradimento per il suo libro si abbina lo sconforto per l’edizione di Newton Compton piena di refusi; un refuso può anche “scappare”, anche se in realtà non dovrebbe essere così, ma qui si raggiunge un livello infimo.

Questa dei refusi pare essere un’abitudine per l’Editore, visto che anche in La donna di ghiaccio , c’erano stati problemi in tal senso, anche se in misura minore, comunque sia il clou lo si tocca nel finale quando dopo aver parlato per diverse pagine del fucile dell’assassino, questo si trasforma magicamente in una pistola.

Se fossi nell’autore farei un discorso all’Editore italiano…

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 29 settembre 2020 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni, Libri usati (poco) in vendita con tag , , , .
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