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Il medico di base che non capisce il referto, è un problema…

L’incipit di questo post è quanto scritto giorni fa su Twitter a botta calda: “C’è il problema dei medici di base che vanno in pensione e non vengono sostituiti, ma c’è anche il problema di medici di base che dovrebbero essere pensionati a forza.

Come sempre non si fa di tutta un’erba un fascio, ed infatti nel post parlerò anche di medici che sanno fare il loro lavoro a prescindere e ricoprono al meglio il ruolo del medico di base chè il punto cardine su cui dovrebbe fondarsi il sistema sanitario.

Nel contempo preciso che il succo del discorso non è incentrato sul superlavoro di molti medici di base, che ovviamente incide negativamente sulla qualità del lavoro offerto al cittadino, ma sull’errata valutazione in uno (o più) casi specifici.

Questo è un Blog ovvero un diario personale e quindi il post è basato su esperienze dirette; va da sè che quanto scrivo è un’opinione basata su fatti accaduti in famiglia.

Chi mi legge abitualmente sa che nel febbraio 2021 Rok è stata colpita dal Covid-19 con conseguente ricovero in ospedale per un mese: inutile dilungarsi nei dettagli, li potete trovare nel post: Cosa si prova ad essere ricoverato per Covid?

Nelle scorse settimane Rok ha effettuato due esami cardiologici a titolo preventivo e richiesti da un altro medico, non quello di base, per ragioni che è inutile spiegare, ma in ogni caso non in base a sintomi che potessero far pensare ad un problema.

L’esito del primo esame è stato perfetto ed il secondo complessivamente era buono, ma era stata segnalata una lieve anomalia, ma il cardiologo del centro clinico privato (convenzionato) aveva definito trascurabile, rassicurando Rok in merito.

Ho inviato il referto all’eccellente medico di base di mio padre, il Dott. P., chiedendogli un parere in merito e mi ha detto che: “è una situazione fisiologica, non preoccuparti”

Se non fosse che Rok ha portato i referti al medico di base che si è subito allarmato ed ha affermato (testuale): “ma che devo fare? Qui [sul referto] non è scritto cosa devo fare….”

Ora, io non sono un medico, ma sono un paziente e di solito se sul referto non scrivono nulla è perchè non c’è nulla da fare; diversamente, in caso di problemi, il paziente viene rimandato al medico di base per ulteriori accertamenti e/o si indicano anche gli esami suggeriti nel caso.

Rok vive in uno stato di ansia perenne, prima per la paura della pandemia in atto e dopo a causa di quanto successo, visto che oltre al ricovero, la famiglia ha vissuto un brutto periodo.

Quindi arrivi dal medico rassicurata da esami positivi e lui si allarma?

Ma non solo, ha richiesto una visita urgente, entro 3 giorni, dal cardiologo. Facile capire l’impatto psicologico.

La motivazione del medico non è stata quella di una preoccupazione per il paziente, ma per sè stesso, visto che ha poi affermato: “Non mi dicono cosa fare, se poi ti succede qualcosa vengono da me a chiedere perchè non ho approfondito…”

Quindi ha mandato Rok dal cardiologo per pararsi il culo da eventuali problematiche difficilmente ipotizzabili da due referti positivi…

Vista questa richiesta urgente, per me assurda, neanche fosse stata segnalata una patologia grave, pur confidando sul parere del Dott. P, mi è venuto in mente di chiedere anche ad un’amica di famiglia, la D.ssa S. che lavora da anni al Monzino, il primo ospedale in Europa interamente ed esclusivamente dedicato alle malattie cardiovascolari.

la D.ssa S. mi ha detto che l’esame in realtà va bene. Ha una piccola anomalia che va correlata al ricovero ospedaliero, ma in ogni caso non mi sembra comunque così preoccupante [da richiedere una visita urgente].

Dopo aver avuto la conferma che in ogni caso Rok non ha nessun sintomo e, in aggiunta, le è passata la forte tachicardia rilevata durante il ricovero, ha aggiunto che: Allora direi proprio bene! Io davvero non mi preoccuperei.

Anche se Rok non conosce personalmente P. ed S. si fidava del loro giudizio, tuttavia il giorno della visita dal cardiologo è entrata in modalità ansia, il che non è un affare e parlo a ragion veduta visto che in questi mesio gli ansiolitici sono i nostri compagni di viaggio.

Il cardiologo, una volta visionati i referti, è partito per la tangente e mi ha detto Rok che: “si è imbufalito con tutti e due i medici. che continuano a mandare lì persone che non hanno niente e fanno perdere un sacco di tempo” aggiungendo poi che “gli dispiaceva per lei, perche l’hanno spaventata per niente.”

I due medici citati sono uno il medico di base di Rok e l’altro quello che ha fatto l’esame e che spesso “drammatizza per spingerti poi a fare altri esami da loro.”

In realtà il cardiologo ha aggiunto altro, assai poco lusinghiero per una certa parte della categoria dei medici di base, che tralascerò, ma ha detto una cosa (cito a memoria) che trova conferma nel diverso approccio dei medici citati sopra: “io faccio corsi di aggiornamento, la medicina cambia, cambiano terapie e farmaci, ma ci sono medici [di base] che dopo la laurea sono rimasti ancorati a quello che hanno studiato 30 o 40 anni fa.”

Se ha torto o ragione, non lo so, ma so che una volta il mio medico di base quando gli avevo chiesto lumi in merito alla parasonnia, aveva detto le testuali parole: “eh, dovrei scavare nelle reminiscenze di quanto studiato all’università…”

Obiettivamente, la parosonnia non mi sembra una bestia rara, visto che ad esempio è trattata dall’Istituto Besta, dall’Auxologico e dall’Ospedale Niguarda, ma soprattutto spesso è un sintomo che precede un’altra patologia che poi puntualmente è arrivata.

Se avesse approfondito con lo stesso scrupolo manifestato in questo caso, con esami quasi perfetti, forse saremmo riusciti a giocare d’anticipo. Ed invece no.

Quindi se ci sono segnali anomali, passa oltre perchè non conosce il problema ( o non se lo ricorda, dopo 30 anni), se ci sono referti positivi, approfondisce.

Non ultimo il medico si e’ dimenticato che come paziente Covid, Rok ha diritto ad un tot di visite ed esami in esenzione.

Quandoo ha fatto notare al cardiologo lui ha guardato l’infermiera allargando le braccia, come a confermare che siamo alle solite.

Non sono 22,50 € di ticket che ci uccidono, ma se penso a quanto ho dovuto spendere per il tampone d’uscita dalla quarantena perche’ il medico si era dimenticato di segnalarla all’ASST, che di fatto ignorava il fatto, un po’ mi girano.

La cosa mi fa pensare, se non fosse che la qualità dei medici di base, a quanto mi raccontano amici e parenti, ma anche altri medici, sta calando e diventa sempre più difficile capire a chi affidarsi.

Nel giro di un paio d’anni, 2 medici sono andati in pensione ed uno ha chiuso lo studio ritirandosi dall’attività, seppur giovane, ma a quanto pare la pandemia lo ha scosso parecchio, visto che in prarica per un anno non ha più visitato nessuno.

In sostituzione di 3 medici, ne è arrivato 1 … ma nel giro di un biennio, vista l’età media di quelli in carica, almeno due o tre lasceranno il posto libero … ma per chi?

Aggiornamento del 19 luglio 2021: Ieri è passata mia cognata a fare due chiacchiere e mi diceva che è andata dal dottore, sempre lo stesso di cui si parla, per fargli vedere un dito gonfio e dolorante.

Lui è rimasto lì a guardarlo ed a toccarlo, emettendo i soliti suoni… mah … boh … non so … che dovrei fare… ed infine le ha ordinato del cortisone per alcuni giorni (3? 5? di più? di meno? non si sa…) e l’ìapplicazione di ghiaccio, cosa che però mia cognata aveva già fatto, con un incremento del dolore.

Some sintomi a me sembrano quelli dell’artrosi, della quale soffro anch’io all’alluce; all’epoca, il mio vecchio e rimpianto medico di base (in pensione) mi aveva fatto fare subito una lastra che aveva confermato la sua ipotesi.

Per quanto riguarda le cure, ho evitato di prendere i forti antinfiammatori da usare “secondo necessità” ed ho seguito il consiglio che mi aveva dato, indirettamente, un medico del Gemelli di Roma e devo dire che nel giro di pochi giorni ho risolto il probvlema della forte infiammazione; l’artrosi resta, ma è molto più gestibile.

Vedremo nei prossimi giorni che cosa dirà a mia cognata, visto che la cosa non si è risolta…

ASggiornamento 2: A quanto pare è bastato seguire il mio consiglio per una volta, in quanto questa mattina mia cognata mi ha mandato la foto del pollice piegato a90° con la dicitura… “oltre al resto, sei pure un medico.”

Ovviamente non sono un medico, ma uno che le ha girato un suggerimento ricevuto da un medico ed a quanto pare ha funzionato per lei così come per me. Meglio.

Un commento su “Il medico di base che non capisce il referto, è un problema…

  1. Ele di Siena
    14 luglio 2021

    discorso molto lungo e soggettivo come ben dici…

    di fatto c’è che adesso le persone denunciano anche per una tinta sbagliata di colore dal parrucchiere, figuriamoci dai medici e ciò ha portato a rendere i medici sempre meno disposti a rischiare…

    comunque mi preoccupa il fatto che tra qualche anno quando i medici della vecchia guardia non ci saranno più…

    tra i giovani ci sono bravi, ma ci sono anche scarponi e svogliati da morire!

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