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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

21 febbraio 2021

Un anno oggi.

Ho ancora nelle orecchie la telefonata che mi ha fatto mio padre, alle 6.30 circa del 21 febbraio 2021, per dirmi con la voce che oscillava dall’incredulo al disperato, che la mamma non c’era più.

Ricordo a malapena le parole che mi ha detto il medico del 118.

Ricordo le telefonate fatte ad amici e parenti, l’organizzazione a distanza del funerale al quale nè io nè mio padre avremmo potuto partcipare, lui positivo (asintomatico), io in quarantena con Rok ricoverata il giorno prima d’urgenza, con una polmonite bilaterale profonda.

Ricordo bene la breve conversazione con la mamma, la sera prima, quando chiedeva informazioni su Rok e ricordo che ci siamo salutati con un “ci sentiamo domani”.

Ed invece no.

Ed il mio equilibrio psicologico messo già a dura prova dal ricovero di Rok è andato a gambe all’aria, anche se ho tenuto duro ed ho fatto quello che c’era da fare, come mi ha sempre insegnato la mamma, in occasione di precedenti gravi problemi di salute che aveva affrontato e vinto.

La mamma credeva in Dio. Io no, mi ritrovo di più nell’irrilevanteismo.

Se aveva ragione lei, allora ovunque sia il Paradiso, ci vede e ci supporta, pur senza manifestarsi ; se ho ragione io, quando le parlo a voce alta, al cimitero, mentalmente in altri momenti, perdo tempo, tanto non mi sente.

L’ho sognata un paio di volte, è sempre nei miei pensieri. Non si è mai pronti ad una perdita, che sia annunciata da una lunga malattia oppure improvvisa, per cui non racconto nulla di nuovo, tanto meno a Rok che ha perso i suoi genitori che erano più giovani della nostra età attuale.

Mi manca il poterle raccontare le cose che capitano, belle o brutte e mi spiace che non abbia potuto conoscere il piccolo Martin (un cocker) arrivato in famiglia per aiutare Rok a tenere alto il morale e che invece sta aiutando anche me, d’altrocanto se si chiama “pet therapy”, una ragione ci sarà.

La mamma avrebbe legato con Martin.

La mamma detestava essere fotografata, per cui quando ho scritto di lei in precedenza, in occasione del suo “non-compleanno” e successivamente a 7 mesi dalla sua scomparsa, ho utilizzato delle foto di quando era giovane, certo che avrei schivato un fulmine che arrivava da lassù… 😉 una volta che le avesse viste (sempre che abbia ragione lei, ma stavolta dubito…).

Questa volta però sono “costretto” (non a malincuore) ad usare una foto di pochi anni fa, che però la rappresenta al meglio, per una volta benevolente verso l’obiettivo, visto che di solito quando si accorgeva di essere inquadrata faceva apposta ad assumere un’espressione arcigna, in modo da “rovinare” la foto.

Comportamento tipico, testarda com’era. 🙂

E quindi eccola qui, in ufficio, alla sua scrivania, dove dagli anni ’70 fino a pochi mesi prima dal 21 febbraio, governava la contabilità aziendale con precisione certosina, e lo faceva anche con un polso rotto.

So che è il ciclo della vita, mamma, però ci manchi tanto…

In ogni caso io sto proseguendo il cammino sulla strada che mi hai insegnato, con etica, correttezza e serietà e porto avanti micro progetti a scopo benefico, per onorare la tua memoria.

Questo sarà l’ultimo post sulla mamma.

Il dolore cambia forma, si attenua con una lentezza esasperante, la mancanza non finirà mai, com’è giusto che sia. Le fasi del lutto le ho vissute in ordine sparso, rispetto all’ordine normale, ma dopo 12 mesi è necessario andare oltre, senza dimenticare nulla del passato.

Oggi è, deve essere, il 1° giorno della nuova serenità che sta ricrescendo lentamente in me, grazie a Rok & Martin che con la loro presenza ed il loro Amore mi hanno spinto nei giusti binari. Speriamo che arrivi anche il giorno in cui potrò smetterla di prendere gli ansiolitici; ci sto lavorando, ci arriverò.

P.S. Inizialmente avrei voluto chiudere con un testo di Sant’Agostino che di primo acchito mi aveva colpito, ma leggendolo con più attenzione ho realizzato che al di là delle belle parole non rappresenta me o il mio sentire; queste parole “Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo, se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine, e in questa luce che tutto investe e penetra, tu non piangeresti se mi ami ” andranno bene ad un credente, non a me…

Io ho pianto tanto ed ancora ho il groppo alla gola e talvolta gli occhi pieni di lacrime, quando guardo la tua scrivania in ufficio oppure il tuo golfino appeso all’ingresso; e piango perchè ti voglio bene, non il contrario.

Ritrovo me ed il percorso che sto facendo, cercando di lasciarla andare, in queste parole già scritte in un altro post:

Epitaffio – di Merrit Malloy

Quando morirò,

vorrei che donassi ciò che resta di me

ai bambini…

e ai vecchi che attendono la fine.

E se non tratterrai le lacrime,

piangi per i fratelli e le sorelle

che camminano al tuo fianco.

E quando avrai bisogno di me,

va’ e abbraccia chi ti è vicino.

E dà a loro

ciò che avevi bisogno di dare a me.

Voglio lasciarti qualcosa,

ma qualcosa che sia meglio

delle parole o di un suono.

Cercami,

nelle persone che ho conosciuto o amato,

e se non riesci a lasciarmi andare,

fammi vivere nei tuoi occhi

e non solo nei tuoi pensieri.

Così mi amerai:

concedendo alle mani di sfiorare altre mani,

concedendo ai corpi di sfiorare altri corpi,

e lasciando andare

i bambini,

che anelano alla libertà.

Le persone muoiono,

l’amore no.

Quando di me non resterà altro che amore,

lasciami andare…

16 commenti su “21 febbraio 2021

  1. Maryanne wake
    22 febbraio 2022

    Un abbraccio

  2. Elena B
    21 febbraio 2022

    Un abbraccio 😘

  3. Paoblog
    21 febbraio 2022

    grazie a tutte…

    (tutto sommato oggi riesco a gestire la cosa meglio del previsto, anche se ho dovuto anticipare di qualche ora la mia dose di Lexotan 😉 )

  4. Nadia
    21 febbraio 2022

    Un abbraccio, con affetto…

  5. Marina D.
    21 febbraio 2022

    Una grande donna, dolce e generosa. Ancora oggi mi manca tanto, la domenica arrivavano e lei mi diceva “ buongiorno Madamin!” e poi ogni tanto ci scambiavamo regalini.

    Insomma più un’amica cara che una cliente ( anzi solo amica ) e tu sai cosa vuol dire Amica per me.

    A volte (quando veniva a pranzo con tuo padre) assistevo a “duetti” stile Sandra e Raimondo, spassosissimi, ovviamente con me spettatrice consapevole..

  6. Michela
    21 febbraio 2022

    Un abbraccio, con affetto

  7. paoblog
    21 febbraio 2022

    Ultimo post pubblico, tutti hanno i loro dolori da vivere, il mio è uno dei tanti. Se avrò la necessità condividerò ancora, con gli Amici, come già fatto in passato, ma non sul Blog.

  8. Ele di Siena
    21 febbraio 2022

    Ovviamente è giusto che ognuno si viva le cose come ritiene meglio per se stesso, ma mi chiedo, e ti chiedo, perchè dire che è l’ultimo post su tua mamma? se un domani tu sentissi l’esigenza di condividere un altro momento che la riguarda? non chiudere così ermeticamente le emozioni da esternare, secondo me ti fa bene…

  9. Monica
    21 febbraio 2022

    Parole bellissime, molto profonde e toccanti. Non riesco ad immaginare nemmeno lontanamente il dolore che hai provato e che provi, ma sono convinta che sia giusto andare avanti, senza dimenticare il passato.Un abbraccio forte

  10. Rok & Martin
    21 febbraio 2022

    Ti amiamo tanto!

  11. Luisa
    21 febbraio 2022

    Un grosso abbraccio

  12. Silvietta
    21 febbraio 2022

    Un abbraccio

  13. Ele la Silente
    21 febbraio 2022

    Caro Paolo un forte abbraccio

  14. Bibo
    21 febbraio 2022

    Paolo, quello che hai scritto è bellissimo, la tua mamma è orgogliosa di te. Ci vuole coraggio per dire quello che senti, non è da tutti.

  15. Ramona
    21 febbraio 2022

    Già un anno senza di lei 😦

  16. Monique K.
    21 febbraio 2022

    Che belle parole. E che bella foto della tua mamma. La ricordo come fosse ieri

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 21 febbraio 2022 da in Lo spazio dei ricordi, Pensieri, parole, idee ed opinioni.
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