Un cliente, risorto dalla ceneri di un altro che era saltato per aria dopo averci fatto penare i pagamenti, mi scrive, il giorno prima della scadenza della fattura, per dirmi che per loro difficoltà allungano il pagamento di 60 giorni e per il futuro pagheranno a 90 gg. f.m.
Gli rispondo: “Buongiorno, i momenti di difficoltà capitano, ma non è nostra abitudine IMPORRE una dilazione di pagamento piuttosto che chiederla e tanto meno di comunicarlo solo il giorno prima della scadenza. Detto questo, obtorto collo non possiamo che attendere il pagamento per fine dicembre.”
Il ragionamento è il solito: non mi pagano, non ti pago. E quindi di conseguenza io dovrei dire ai miei fornitori, non mi hanno pagato, non ti pago e via così fino all’ultimo anello della catena che la paga per tutti.
Se vuoi agire correttamente mi CHIEDI una dilazione, spiegandone le ragioni. Nel momento in cui mi metti di fronte al fatto compiuto, non ci siamo. E’ prevaricazione. Che io non accetto.
E quindi aspettiamo dicembre ed aspettiamo che abbiano ancora bisogno, non sono 1000 € all’anno, se va bene, che mi cambiano le cose. Però non incassarli, me le cambia.
Ovviamente la prossima volta, se accetterò l’ordine (non è detto), prima paga e poi ritira, perchè questo modo di agire è il preludio di un ennesimo fallimento. Ne faccio a meno, visti i tempi della (in)giustizia italiana.
Vedi: La giustizia è lenta, il cliente fallisce ed io mi attacco al tram, a differenza dello Stato…
Senza contare poi che Un cliente fallisce, non paga quello che mi deve e lo Stato ci aggiunge del suo
..al prossimo ordine un lieve aumento non guasta.
🙂