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Un cliente fallisce, non paga quello che mi deve e lo Stato ci aggiunge del suo

arrabbiato con dito

Uno alla fine si stanca di essere Cornuto & Mazziato, come si suol dire, ma allo Stato che gli frega?

Tempo fa avevo raccontato quella che di fatto è una presa in giro ovvero ricevere dopo 15 anni l’1% del credito che avanzavo da parte di un cliente fallito (pari  a 258 € su circa 26.000 € che non mi sono stati pagati) e scoprire poi che lo Stato invece incassa il 100% + gli interessi.

Leggi: Una ditta lascia un buco milionario, ma lo Stato casca in piedi. Io invece no…

Nel corso del 2015 è fallito un altro cliente cui peraltro avevo fatto causa due volte, vincendo ovviamente in entrambi i casi, ma riuscendo a recuperare solo la prima parte del dovuto, in quanto l’eccessiva lunghezza del procedimento ha fatto si che la seconda sentenza arrivasse contestualmente al fallimento.

Leggi: La giustizia è lenta, il cliente fallisce ed io mi attacco al tram, a differenza dello Stato…

Altri soldi persi, ai quali aggiungere però 800 € di spese legali che avrebbe dovuto pagare il cliente, ma fosse tutto qui.

A fine luglio arriva una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate con la richiesta di € 168 di Imposta di registro + spese ed interessi che fanno lievitare l’importo a 370 € ovvero la sanzione e gli interessi sono superiori a quanto dovuto*

L’asterisco accanto alla parola dovuto ha un significato preciso in quanto non riuscivo a capire le ragioni di tale richiesta che ora, alla ripresa dell’attività, mi è stata spiegata dall’avvocato.

Di fatto l’Imposta di registro doveva essere pagata dal soccombente ovvero da chi perde la causa, ma va da sè che essendo fallito, il cliente non ha pagato ed allora cosa fa lo Stato se non rivalersi su di noi, aggiungendo però anche interessi e sanzioni per un mancato pagamento che è imputabile però all’altra azienda.

Detto in soldoni, ho perso il credito di € 1767, ma ho pagato in aggiunta 800 € di spese legali ed ora questo regalino di 370 € dall’Agenzia delle Entrate = – 2937 €

Tu chiamalo Rischio d’impresa, io avrei un altro termine che per ragioni di decenza non uso… tuttavia un poco devo pur sfogarmi per cui lascio la parola a Piero Ciampi

P.S. passano i mesi, gli anni, ma certe riflessioni sono sempre attuali: I mancati pagamenti sono un grosso problema, ma nessuno ci tutela

 

 

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3 commenti su “Un cliente fallisce, non paga quello che mi deve e lo Stato ci aggiunge del suo

  1. Bosch
    7 settembre 2015

    Sempre peggio,Guru….

  2. Giuliano B.
    8 settembre 2015

    Ne so qualcosa… purtroppo

    4 fallimenti e di non poco conto, contemporaneamente a sentenze a me favorevoli per le quali ho dovuto pagare anche la registrazione e la penale per il ritardo, legislazione assurda!!

    • Paoblog
      8 settembre 2015

      siamo tutti nella stessa barca, peccato che stia facendo acqua (da decenni) e si preferisca sentire l’orchestra che suona la stessa canzone, piuttosto che tappare le falle…

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