Ricevo una presentazione via email da parte di un fornitore.
Scorro il catalogo e vedo un “faccie” che mi innervosisce.

Non mi piace la trascuratezza dei testi ed i refusi che colpiscono l’occhio.
La seconda foto conferma il fatto che la dicitura “oscurare le faccie” fosse una nota del grafico che poi è rimasta sul catalogo, senza che nessuno si accorgesse, così come quella di spostare il numero di telefono ed altre trovate sul catalogo.

Pessimo lavoro del grafico, ma anche scarso controllo da parte del cliente pagante per quello che in ogni caso è il loro biglietto da visita.
Ho fatto come Paolo Attivissimo quando trova siti web con accesso libero alle informazioni personali e quindi ho avvisato l’azienda; vediamo che succede…

Come previsto dalla maggioranza, mi hanno ignorato il che a parer mio non depone a loro favore; se alla scarsa cura del sito aggiungi l’assenza di riscontro alla segnalazione, il quadro è completo.
Devo valutare la distruzione di documenti tramite agenzia specializzata.
Si tratta anche di dati sensibili, per cui serve sicurezza in ogni fase del trattamento.
Esploro diversi siti, tutte aziende che garantiscono il rispetto delle normative, ecc.
Molti di questi siti web, però, NON riportano la P.Iva, obbligatoria.
Una violazione che non depone a loro favore ed infatti tutti quelli che non mettono sul sito i dati obbligatori, li depenno.
In pratica, la maggioranza, tanto per dire…