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Un libro: Intrigo ad Asmara

Trama: Gennaio 1937. Dopo la proclamazione dell’impero, il maggiore Aldo Morosini entra a far parte della nascente Polizia dell’Africa Italiana (PAI) e, insieme al maresciallo Barbagallo, si trasferisce nella sfolgorante Asmara, all’epoca la città più bella, dinamica e moderna del Continente Nero.

Non sono inizi facili. Quasi subito, infatti, il maggiore s’imbatte nel caso di una ragazza meticcia seviziata e strangolata che, si scopre, frequentava come prostituta d’alto bordo gli ambienti altolocati della capitale eritrea. E mentre indaga, Morosini si trova anche a dover gestire le pressioni di un agente dell’OVRA, la polizia segreta del Duce, al quale deve prestare aiuto per controllare le presunte infiltrazioni comuniste nella colonia in sostegno alla resistenza antitaliana in Etiopia.

Tra femmes fatales, agenti segreti, giornalisti impiccioni, ribelli etiopi e cospiratori in uniforme, Morosini si trova invischiato in un intrigo scivoloso, che sembra coinvolgere anche le alte sfere militari. E, in una corsa contro il tempo, dovrà provare a sventare un attentato ordito contro il viceré Graziani nella nuova capitale dell’impero: Addis Abeba.

Un suggestivo viaggio dentro l’effimero universo coloniale italiano, colmo di personaggi, notazioni, umori, climi e atmosfere dell’epoca; un autentico «mondo perduto» ricostruito con arte, in tutti i suoi aspetti più concreti e reali, che s’incrocia con una trama sottile e avvincente. Un «noir coloniale» suggestivo e potente, vivido e originale.

Opinione personale: Come puoi vedere dall’elenco in calce, questo è il 5° libro che leggo con protagonista il maggiore Morosini, ora trasferitosi dall’Arma dei Carabinieri Reali alla Polizia dell’Africa Italiana (PAI).

In queso caso Morosini si trova alle prese con due gatte da pelare ovvero un’indagine politica che non rientra nelle sue corde e che lo costringerà a collaborare con il viscido ispettore dell’Ovra e, non bastasse, l’omicidio di tre prostitute nel giro di pochi giorni.

Va da sè che le Autorità sono molto più interessate a smantellare la cellula comunista che a catturare l’assassino di tre “puttane”, anche se due di loro sono italiane e quindi come suddite del Regno hanno diritto a ricevere la massima giustizia, anche se postuma.

Morosini è uomo tutto d’un pezzo, con una forte etica personale figlia anche della carriera nell’Arma, tuttavia si troverà a dover scendere a compromessi con la sua coscienza; se “il fine giustifica i mezzi” o meno, lo vedremo, ma in ogni caso una risposta univoca non credo ci sia.

Per non rovinare la lettura a chi deciderà di prendere in mano questo libro, non posso dire di più, senza svelare passaggi importanti della trama, cosa questa che non rientra nelle mie abitudini.

Vero che in questo quinto libro c’è il nuovo inizio di Morosini nella PAI e quindi la lettura è piacevole a prescindere, ma sono convinto che iniziare dal primo della Serie sia sempre meglio, in modo da poter conoscere al meglio il personaggio e la sua evoluzione.

Nella mia classifica personale gli ho assegnato un Ottimo (5* sul Kobo); nelle note di chiusura del libro l’Autore parlava di questo libro come dell’ultima indagine di Morosini, pur lasciando la porta aperta ad un proseguo. Neanche a farlo apposta dopo qualche giorno Kobo mi ha inviato come suggerimento di lettura il 6° capitolo della serie, facendomi tirare un siospiro di sollievo. 😉

Dello stesso autore ho letto:

Le rose di Axum

Morire è un attimo

Una donna di troppo

 Le nebbie di Massaua

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Questa voce è stata pubblicata il 22 gennaio 2024 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , , , , .