
La storia del viaggio oltreoceano della scrittrice e attivista che non volle arrendersi dinanzi ai soprusi fascisti. Zia di Alberto Moravia e nonna della poetessa Amelia Rosselli, in lei si concentrarono le speranze di un’intera famiglia, i cui esponenti hanno lasciato un segno indelebile nella vita culturale italiana
Agosto 1940. Amelia Pincherle Rosselli, donna di grande indipendenza, attivista socialista e tra le prime drammaturghe italiane, fugge verso l’America tre anni dopo l’assassinio dei figli Carlo e Nello per mano dei sicari fascisti.
Insieme a lei si imbarcano sul piroscafo «Duchess of Atholl» le due nuore, rimaste vedove, e i sette nipoti. Tra loro c’è anche la figlia di Carlo, che si chiama Amelia come lei e che diventerà una delle più amate poetesse italiane.
Durante il viaggio, Amelia rievoca il suo passato, il suo amore perduto e il sacrificio dei figli, immaginando anche un futuro libero per l’Italia.
Un romanzo straordinariamente intenso, frutto di una meticolosa ricerca d’archivio, che restituisce voce a una delle figure più grandi e coraggiose della nostra storia.