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Locanda del falco – Rivalta di Gazzola (PC)

Premessa: Non ho nessun interesse ad esaltare o stroncare un locale ovvero io racconto quello che ho vissuto in prima persona. Lascio ai professionisti l’onere di scrivere delle recensioni, infatti questa è un’Opinione personale su un locale nel suo insieme e, ovviamente, sulla cucina; va da sè che come tutte le opinioni è soggettiva, ragion per cui quello che piace a me potrebbe non piacere ad altri e viceversa.

Il post ha una data di pubblicazione e racconta di una visita avvenuta in un giorno preciso; se possibile, aggiorno le mie Opinioni, nel caso vi siano state variazioni sostanziali, tuttavia va da sè che nel corso del tempo possono esserci stati cambiamenti, in meglio o in peggio dei quali non sono informato.

Nel caso di un cambio di gestione, si prega di comunicarlo nei commenti in modo tale da evidenziare la cosa nel post.

Diversamente da altri Bloggers non mi faccio pagare per delle opinioni positive e meno che mai annuncio il mio arrivo

cuocoLocanda del falco

Indirizzo: Loc. Castello di Rivalta – 29010 – Rivalta di Gazzola (PC) – Telefono: 0523 9781

Posti interni: 80 – Posti esterni: 30 – Prenotazione: Consigliata – Chiusura: Martedì – Ferie: Natale – periodo in agosto

Carte credito: Principali – Parcheggio: Vicinanze

 Voto medio: 8,33 – Qualità/prezzo: Buona

Prima visita: 08 aprile 2006 – pranzo –

La Locanda del falco si trova in Località Rivalta, a pochi chilometri da Gazzola (PC), ed è situata nel bellissimo borgo annesso al Castello di Rivalta; per quanto riguarda il parcheggio non vi è nessun problema, in quanto vi sono due parcheggi, l’uno di fronte all’altro, entrambi gratuiti.

Considerando sia la presenza del castello e relativo afflusso turistico, sia la cucina veramente degna di nota della Locanda, ritengo che sia meglio prenotare, se la visita è prevista nei fine settimana.

Ho notato comunque che durante la settimana è previsto un menù a prezzo fisso (sui 10 Euro) e che al giovedì è previsto il bollito misto, ragion per cui forse uno squillo di telefono è sempre consigliabile.

All’esterno la locanda è perfettamente inserita nel contesto del borgo ed è presente il menù, affisso in una piccola bacheca; ne consiglio la lettura in quanto una volta accomodati il menù sarà solo recitato a voce (uno dei pochi appunti negativi, unitamente alla voce servizio e coperto), e potrebbe essere utile aver memorizzato in precedenza i piatti preferiti, in modo da poter scegliere con maggior cognizione di causa.

Una volta oltrepassato l’ingresso, sulla sinistra vi è un locale adibito alla vendita di prodotti alimentari tipici e dal quale proviene un delizioso profumo di salumi; sulla destra vi è la porta che da sulla prima sala da pranzo nella quale, sulla sinistra vi è il bancone destinato al bar. Il nostro tavolo era nella sala adiacente, ma credo ci fosse una terza sala, che però non ho visto.

Le sale sono intonacate in giallo, con travi in legno a vista sul soffitto, piccole applique ai muri con una luce calda, ma non forte; alle pareti, quadretti con stampe raffiguranti in gran parte uccelli.

I tavoli erano apparecchiati correttamente e posti lungo le pareti; un leggero appunto sul fatto che fossero un po’ ravvicinati, il che, alzandosi dalla sedia, poteva portare ad urtare la persona seduta alle nostre spalle.

Complice forse il fatto che il ristorante non fosse completamente prenotato, ho notato che i tavoli erano tutti da quattro posti, (anche se correttamente apparecchiati solo per il numero effettivo dei commensali) il che, per noi che eravamo in due, garantiva maggior spazio e privacy.

La cucina è quasi a vista, ovvero dal mio posto potevo tranquillamente osservare il personale che lavorava in cucina e che era tutto al femminile; nel corso del pranzo ho potuto notare come il sorriso e l’armonia regnassero in cucina.

Nota stonata: la visita di alcuni estranei (che fossero amici o meno) all’ambiente, ragion per cui vedere le cuoche al lavoro, regolarmente abbigliate con cuffie o cappelli, e contestualmente un giovanotto con capelli raccolti in una coda che si aggirava tra i fornelli, non mi è sembrato pertinente.

In ogni caso il servizio, è svolto correttamente, sempre con il sorriso sulle labbra e nei giusti tempi. Merita un 8 pieno.

Prima di affrontare il discorso che più ci interessa, devo sottolineare che il mio vecchio pallino che riguarda i servizi igienici, questa volta è stato completamente soddisfatto da uno dei migliori bagni visti in un ristorante.

Un bagno così grande che per un attimo lo avevo scambiato per dei locali privati; graziose tendine alle finestre, bagni con una porta in legno perfettamente intonata all’ambiente medievale, con un grande e comodo chiavistello, spazi ampi e pulitissimi.

Degno di nota il fatto che fosse possibile asciugarsi le mani con dei piccoli asciugamani in stoffa, che venivano poi raccolti con un sistema semplice ma ingegnoso, che non avevo mai visto.

E dopo la lunga premessa, affrontiamo il discorso relativo al pranzo, ovvero la ragione che da Milano ci ha spinti visitare appositamente la Locanda del falco.

Abbiamo scelto il vino da una lista decisamente lunga, basata soprattutto sui vini tipici e con prezzi alla portata di tutte le tasche; la nostra scelta è caduta su un Gutturnio vivace del 2004.

Abbiamo iniziato con un antipasto di salumi con verdure all’olio e fortunatamente abbiamo deciso di dividere il piatto in due; era decisamente abbondante per una sola persona. Coppa, pancetta, prosciutto crudo, salame e lardo, tutto molto buono ed accompagnato da cipolle, melanzane, zucchine, cavolo e carote.

Mia moglie ha preso gli anolini al brodo di cappone ed io i classici pisarei e fasò; entrambi i piatti erano abbondanti. Gli anolini sono stati serviti con una zuppiera con mestolo ed i pisarei su un piatto ovale.

Di fatto abbiamo mangiato una porzione abbondante a testa e ci siamo scambiati la mezza rimanente. Entrambi i piatti erano molto buoni, con un leggero vantaggio per gli anolini.

Al termine di antipasto e primi, il cameriere si è avvicinato al tavolo chiedendoci se avevamo ancora fame. Che differenza di approccio rispetto a certi che quasi vogliono farti ingollare a forza il cibo. Ovviamente, abbiamo deciso di continuare il pranzo.

Mia moglie ha scelto le animelle trifolate che ha giudicato deliziose e con un gusto che la riporta a quelle che le faceva la mamma, il che mi pare molto positivo; io ho optato per della fesa di vitello all’olio e capperi e, a parte, delle patate arrosto con lardo e ginepro. Molto buono il vitello, delicato e servito alla giusta temperatura e decisamente degne di nota le patate arrosto.

Sebbene si tratti di un contorno normale, tutto sommato, mi capita raramente di trovare patate morbide dentro e croccanti fuori; il gusto appena accennato del ginepro e la leggera untuosità data dal lardo, hanno completato l’opera. La quantità delle porzioni era adeguata per il vitello e per la patate ed abbondante per le animelle.

Mia moglie ha quel punto ha alzato bandiera bianca, ma io, stoicamente, ho preferito arrivare al dolce: ho scelto il latte in piedi al caramello che altro non è che una panna cotta, con caramello, ben servita su un letto di zucchero a velo e guarnita con kiwi e fragola. Buona.

In chiusura due caffè di torrefazione. Tanto per non sbagliare, anche il caffè è stato molto apprezzato, tanto che mia moglie ha esclamato un: Buono sto caffè.

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2 commenti su “Locanda del falco – Rivalta di Gazzola (PC)

  1. Val Tidone
    25 aprile 2009

    La locanda del Falco oltre a essere un nostro prestigioso cliente è anche tra i miei locali preferiti, e merita sempre le più lusinghiere recensioni
    Prosit

  2. Paoblog
    13 luglio 2009

    il 12 luglio siamo tornati in questo ristorante e, di fatto, non posso che confermare in toto quanto scritto a suo tempo nella recensione base. Mi pare che i prezzi siano aumentati un pò troppo; purtroppo nei ristoranti si nota maggiormente quanto il valore dell’Euro si discosti da quello della Lira, ma resta il fatto che secondo me 14 € per il piatto di salumi, molto buoni, e qualche verdura in agrodolce, siano troppi. Di fatto, prendendo in tutto 2 antipasti, 1 primo, 1 secondo, 2 dessert, acqua, vino e caffè abbiamo speso 85 €.
    °°°
    Ovvio che si tratta di 2 menù differenti, tuttavia se in settimana è possibile offrire un Pranzo a menù fisso a 10 € (Primo, secondo, contorno, acqua, vino, caffè), credo sia possibile offrire un pranzo, senza superare la quota di 40 €/persona, a meno di pietanze particolari, ovvio.
    °°°
    Giusto per fare un paragone, nei giorni scorsi alla Trattoria del Ponte, a Valenza Po, abbiamo preso Antipasto, primo, secondo, dessert, caffè, acqua e vino (il tutto per due) ed abbiamo speso 65 €. La qualità delle pietanze si equivale.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 febbraio 2009 da in Alimentazione, Cucina & Ristoranti, Consumatori & Utenti con tag .
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