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Shell V-power e simili

Oggi scrivo facendo riferimento ai prezzi dei carburanti e, nello specifico, ai gasoli a basso tenore di zolfo, offerti dalla maggior parte delle Compagnie; la Esso ha l’Energy e-diesel, l’Agip il Bludiesel, la Shell il V-power, la Total l’Excellium e la Tamoil offre l’Ecoplus; quello che non mi spiego è la politica dei prezzi applicati, infatti si legge spesso che la differenza di prezzo tra il gasolio normale e quello a basso contenuto di zolfo, in genere compresa fra 5 e 9 cent, è dato per l’appunto alla desolforizzazione, un trattamento molto costoso a quanto pare.

La Tamoil, tuttavia, offre solo il diesel Ecoplus ad un prezzo allineato con i normali gasoli ed allora non mi spiego la cosa; è ovviamente impossibile che la Tamoil venda sottocosto, così come ritengo non sia certo possibile che sia depositaria di una tecnologia produttiva che renda zero il costo per il trattamento di desolforizzazione, per cui la verità dov’è?

Forse nel fatto che la maggior parte delle compagnie ci fa pagare a prezzo maggiorato un carburante senza zolfo, sicuramente migliore del gasolio base, che però nel corso del 2009, se non erro, sarà obbligatorio? Prezzo alto che sarà poi il prezzo di partenza quando il gasolio in vendita sarà obbligatoriamente senza zolfo?

Se poi il discorso si allarga alle benzine “plus”, tipo la WR della Tamoil oppure la V-power della Shell, non ne vedo la convenienza per l’automobilista medio, in quanto la differenza di prezzo è abissale; nei giorni scorsi ero intenzionato a provare la V-power, ma una volta giunto al distributore ho notato che la differenza di prezzo era di circa 17 cent/litro rispetto alla super. Francamente troppo.

Considerando poi che leggendo il sito della Shell si parla sempre di maggior risposta del motore, pulizia dello stesso, ecc, ma non di minori consumi, va da sè che la convenienza è meno di zero.

A quel punto, tanto vale fare un pieno ogni tanto della benzina Agip Blusuper che promette egual pulizia del motore ed assenza di zolfo, ma con una differenza di prezzo minore che ieri ho riscontrato essere di circa 7-8 cent.

Facendo due conti molto semplici, 10.000 km con la super ad € 1,10/lt. portano ad un costo di € 0,73/km; la stessa percorrrenza con la V-power, ben € 0,87/km. ovvero il 19% in piùIl gioco non vale la candela, a meno che l’uso della V-power porti ad una riduzione dei consumi di oltre il 15%, cosa questa che ritengo sia impossibile (sarebbe la benzina leader del mercato), in modo da ammortizzare i costi maggiori e poter usufruire dei benefici.

Ho letto i test effettuati da “Quattroruote Lab” dove si rileva che a velocità autostradale non vi sono differenze significative per quanto riguarda i consumi, anzi ad alta velocità le prestazioni sono uguali se non peggiori a quelle della “super”.

I pochi vantaggi li hanno i motori turbo e non gli aspirati, per cui si riduce ulteriormente il numero di automobilisti che potrebbero avere una minima convenienza all’utilizzo della V-power e per di più questi vantaggi si hanno solo ai bassi e medi regimi e sotto sforzo elevato ovvero durante la fase di ripresa nelle marce più alte.

Di fatto si “paga” 15 cent in più al litro una maggiore risposta dell’acceleratore ed un poco di sprint, cosa questa che non mi sembra fondamentale per la massa degli automobilisti.

Ovviamente se la Shell (e le altre compagnie) vende questa benzina a prezzo decisamente maggiorato, avrà senz’altro il suo ritorno economico, tuttavia vien da pensare che, una volta di più, molti automobilisti si facciano incantare dagli slogan dei pubblicitari piuttosto che dalle effettive prestazioni che servono nella guida di tutti i giorni.

Resta poi il fatto che non riesca a capire coma mai in Italia si viaggi sempre ad una velocità diversa che nel resto d’Europa e non mi riferisco alla velocità autostradale, bensì al fatto che nel resto dell’Europa quasi tutte le compagnie vendano la verde con numero d’ottano 95 e la versione super con 98 ottani, mentre in Italia si sia preferito sviluppare delle “super speciali” con additivi e formulazioni che “attirino” il consumatore.

Ai tempi del test di “Quattroruote Lab”, nel 2006, era inoltre emerso che per la sua tipologia molto particolare, la V-power era raffinata in Olanda e da qui trasportata in Italia. Costi di trasporto e distribuzione a parte, dal punto di vista ambientale è sicuramente un bel colpo.

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