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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

In bicicletta a Milano…

Gli amanti delle due ruote hanno deciso di lasciar perdere polemiche e promesse, e di far parlare solo le proposte.

Lo fanno stasera, in un convegno nella sede di Ciclobby («La coperta scucita», via Borsieri 4, ore 21) e dedicato alla memoria di Gigi Riccardi, il presidente Fiab scomparso nel 2008. «Il progetto parte dall’esigenza di conoscere cos’è Milano per chi si muove in bicicletta», attacca Galli: «Vogliamo sapere dove e quante sono le piste, verificare il loro stato di manutenzione, la loro qualità». E questo è il motivo del censimento…

«Poi diremo la nostra, al Comune, su come ottenere l’effetto network ». Eliminando ostacoli, gradini e intersezioni inutili, smussando le curve a gomito, scegliendo i materiali («Niente porfido!») e indicando i punti che necessitano di asfalto, vernice o cartelli: «Noi ci ostiniamo a volere una Milano più facile da percorre in bicicletta».

Sono oltre trentamila, ogni giorno, i milanesi sui pedali. Chiedono più piste, sì, ma anche limiti di velocità più bassi per le auto, parcheggi protetti, stalli e accesso libero con il ferro su treni e tram. A questi 30mila, dal 17 novembre, si sono aggiunti gli iscritti a BikeMi, il servizio di bike sharing: 6.640 abbonati che prelevano una media di 1.250 bici al giorno da 72 stazioni.

Nota di Pao: Fermo restando che mia moglie usa la bici 6 mesi all’anno e che è stata investita da un’auto che non si è fermata alla stop e che pertanto ho ben presente i pericoli dei ciclisti nel traffico, sarebbe il caso di far si che ognuno faccia la sua parte.

Le piste ciclabili sono sicuramente poche, ma è anche vero che sono sottoutilizzate; ad esempio in Viale Caprilli (nei pressi di San Siro) c’è la pista ciclabile e persino un marciapiede abbastanza largo, ma sia i ciclisti sia i podisti, preferiscono pedalare (e correre) sulla carreggiata. I ciclisti che usano le luci, anteriori e posteriori, si contano sulle dita di una mano e parlo a ragion veduta. I ciclisti che procedono contromano, telefonando, con le cuffiette dell’mp3, che tagliano improvvisamente la strada, fanno zigzag, sono purtroppo la maggioranza. Questo non giustifica nessun cattivo comportamento e mancanza di rispetto da parte degli automobilisti, ma prima di pretendere il rispetto dei propri diritti (sacrosanti), sarebbe il caso che si incominciasse a rispettare anche i doveri. E vale anche per gli automobilisti, beninteso.

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